YEMEN. Lo scambio dei prigionieri potrebbe avvicinare alla pace

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L’inviato speciale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ha detto il 5 febbraio che la rapida attuazione di un accordo di scambio di prigionieri aiuterebbe ad avanzare gli sforzi per una soluzione politica ai quattro anni di guerra in Yemen. Griffiths ha detto che la finalizzazione di una lista delle migliaia di prigionieri dovrebbe essere completata entro la fine dei tre giorni di colloqui ad Amman tra le delegazioni del governo saudita e dei filoiraniani Houthi.

Stando a Reuters, la lista deve essere consegnata all’Onu e al Comitato internazionale della Croce Rossa, Cicr: «Getterà le basi per il prossimo passo che sarà quello di vedere che il rilascio avvenga», ha detto Griffiths ai delegati prima dell’inizio della seconda serie di colloqui ad Amman in meno di un mese. Griffiths ha sottolineato quanto sia importante l’accordo di scambio per fare progressi verso la pace e nel porre fine ad un conflitto che ha ucciso decine di migliaia di persone e ha lasciato nella carestia 15,9 milioni di persone.

Lo scambio è stata una delle misure meno controverse di rafforzamento della fiducia nei colloqui di pace in Svezia sponsorizzati dall’Onu, tenutisi a dicembre 2018 in mezzo alla pressione occidentale per porre fine alla guerra. I negoziati sui prigionieri di Amman verificheranno i nomi di circa 15.000 prigionieri scambiati da entrambe le parti, alcuni dei quali includono sauditi e altri cittadini che hanno combattuto dalla parte del governo.

Il presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Peter Maurer, che supervisionerà l’operazione, è stato cautamente ottimista. L’attuazione dell’accordo potrebbe richiedere settimane e comportare il rimpatrio di cittadini di paesi terzi. Il conflitto in Yemen, considerato nella regione come una guerra per procura tra Arabia Saudita e Iran, è in stallo da anni. Una coalizione araba musulmana sunnita guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti è intervenuta nello Yemen nel 2015 per ripristinare il governo di Abd-Rabbu Mansour Hadi dopo la sua cacciata dal potere nella capitale Sanaa dagli Houthi alla fine del 2014.

Gli Houthi controllano la maggior parte dei centri urbani della nazione, mentre il governo di Hadi controlla il porto meridionale di Aden e una serie di città costiere.

Graziella Giangiulio