YEMEN. Finlandia, Danimarca e Germania smettono di vendere armi a Riyad

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La Finlandia si è unita a Germania e Danimarca nell’arrestare le esportazioni di attrezzature militari in Arabia Saudita per la guerra nello Yemen; ultima ricaduta dell’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi.

Il governo finlandese ha annunciato che smetterà anche di esportare armi agli Emirati Arabi Uniti, membro di una coalizione guidata dall’Arabia Saudita che dal 2015 è alleato saudita nella guerra contro gli houthi. In una dichiarazione, ripresa da Press Tv, il paese scandinavo ha citato «l’allarmante situazione umanitaria nello Yemen» come motivo per bloccare le esportazioni di armi verso entrambi i paesi arabi.

Il paese ha dichiarato di «rispettare i criteri dell’Unione europea in materia di esportazione di armi, che tengono conto in particolare dei diritti umani e della protezione della pace, della sicurezza e della stabilità nella regione». Anche la Danimarca ha annunciato di aver smesso di vendere armi a Riyad in risposta all’assassinio di Khashoggi e alla campagna di bombardamento del regime nello Yemen. «Con il continuo deterioramento della già terribile situazione nello Yemen e l’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ci troviamo ora in una situazione nuova», aveva detto il ministro degli Esteri danese Anders Samuelsen in un comunicato.

Samuelsen ha aggiunto che la decisione è stata presa a seguito di una serie di incontri con le controparti Ue all’inizio della settimana: «La Danimarca ha già una politica molto restrittiva in questo settore, ma spero che la decisione danese generi un ulteriore slancio e induca un maggior numero di Stati membri dell’Ue a sostenere una serie di norme Ue più severe in materia», ha detto Samuelsen.

Il Parlamento Europeo aveva detto la scorsa settimana che le esportazioni di armi dell’Unione Europea in Arabia Saudita stavano alimentando la guerra in Yemen, chiedendo sanzioni ai paesi che si rifiutassero di rispettare le regole dell’Ue sulla vendita di armi. Le richieste di sospensione delle vendite di armi a Riyad e ai suoi alleati sono aumentate, soprattutto dopo l’uccisione di Khashoggi in Turchia il mese scorso, che è stata attribuita al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman.

Molti governi hanno promesso di sospendere le esportazioni di armi verso l’Arabia Saudita, ma solo la Germania ha sospeso le vendite finché non saranno fornite spiegazioni chiare sull’assassinio. Il Regno Unito, la Francia e la Spagna hanno tutti segnalato che continueranno la loro attività come al solito. 

Maddalena Ingrao