Vota lo snodo del gas russo: l’Ucraina

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L’Ucraina al voto il 28 ottobre 2012. Il partito del presidente uscente Viktor Yanukovich sembra destinato a vincere la tornata elettorale ma potrebbe trovarsi davanti un’opposizione rinforzata che ha promesso agli elettori di combattere contro il montante autoritarismo e la corruzione.

Con Yulia Timoshenko, sua principale antagonista, in carcere e con l’Occidente che vede nel test elettorale un segno verso la democrazia, l’interesse si sposta sulle reazioni dei mercati internazionali che si avranno a urne aperte.

L’ex repubblica sovietica è più isolata oggi di quanto lo fosse anni fa. La condanna della Timoshenko ha alienato le simpatie degli Usa e dell’Ue, mentre le Russia fa letteralmente orecchie da mercante alle continue richieste ucraine di avere prezzi meno cari per il gas. All’interno del Paese, la popolarità del governo è scesa dopo i tagli alle pensioni e l’aumento delle tasse e il fallimento nella lotta alla corruzione dilagante e un approccio timido alle riforme richieste dal Fmi per aiutare l’economia ancora di Stato. Nonostante l’indifferenza elettorale e politica, il Partito delle Regioni di Yanukovich dovrebbe battere l’opposizione, che include anche il Batkivshchyna (Patria) della Timoshenko, e che è in crescita. Si prevede che il partito del presidente possa avere almeno 450 seggi, più l’appoggio esterno di comunisti ed indipendenti, guadagnando così la maggioranza nell’assemblea parlamentare. L’opposizione però non starebbe a guardare: guidata da Vitaly Klitschko e dal suo partito Udar (Pugno) ha promesso che si batterà contro la corruzione affiancando l’altro partito di opposizione guidato dall’ex ministro delle Finanze, Arseny Yatsenyuk. La corruzione nel Paese abbatte lo spirito imprenditoriale interno e impedisce gli investimenti stranieri. Dal carcere la Timoshenko ha messo in guardia gli elettori sulla possibilità di una involuzione autocratica del Paese in caso di riconferma di Yanukovich. Il premier uscente ha perso popolarità, però, anche nella sua roccaforte elettorale e politica del Donetsk pur avendo rialzato gli stipendi del pubblico impiego e le pensioniprima del voto.

La sua manovrina elettorale ha incrementato il deficit statale che tra gennaio ed agosto 2012 è arrivato a 2 miliardi di dollari.