VIETNAM. Il TPP sta affondando lentamente

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Il 10 novembre non si è tenuta una riunione programmata dei leader degli undici paesi rimanenti del Partenariato Trans Pacifico, Tpp.

Secondo quanto riporta Channel News Asia, i leader si sono incontrati nel pomeriggio a margine del vertice di cooperazione economica tra Asia e Pacifico, Apec, in Vietnam per discutere su come portare avanti il Tpp, dopo l’ uscita degli Stati Uniti avvenuta quest’anno.

I ministri del Commercio dei paesi Tpp si erano riuniti il 9 novembre, ma non era chiaro se fosse stato raggiunto un accordo. Il Giappone aveva detto che era stato raggiunto un accordo di principio, ma il Canada aveva smentito.

Il Trans-Pacific Partnership, Tpp, è stata inizialmente un’iniziativa guidata dagli Stati Uniti tra 12 nazioni che rappresentano il 40 per cento del Pil globale, escludendo deliberatamente la Cina rivale geopolitica nell’area di Washington.

Il progetto è stato gettato nel caos quando il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è improvvisamente ritirato dall’accordo all’inizio dell’anno, mettendo in allarme alleati come Giappone, Australia, Canada e Vietnam.

I ministri del Commercio degli altri membri, Top-11, stanno cercando di salvare il patto.

I media giapponesi hanno pubblicato la sera del 9 novembre che alcuni funzionari della delegazione nipponica avevano dichiarato che era stato raggiunto un accordo di principio per andare avanti senza gli Stati Uniti. Ma l’ottimismo è stato vanificato dal ministro canadese del Commercio Francois-Philippe Champagne, che ha twittato: «Nonostante le notizie, non c’è accordo di principio sul Tpp».

Il Giappone, la terza economia più grande del mondo, è alla guida del rilancio del Tpp, desideroso di dimostrare che i patti commerciali multilaterali possono prosperare senza il sostegno degli Stati Uniti. Altre nazioni, tra cui Canada, Malesia e Vietnam, dibattono sulla possibilità di sospendere alcuni elementi iniziali per evitare il crollo del patto.

Il Canada vuole mantenere gli elementi forti dell’accordo, come le garanzie sul rispetto dei diritti del lavoro all’interno dei paesi firmatari, mentre la Malesia e il Vietnam, sono meno inclini a cedere terreno su aree difficili come i diritti dei lavoratori e l’ ambiente. Senza gli Stati Uniti, il TPP-11 rappresenta solo il 13,5% dell’economia globale.

Maddalena Ingroia