VIETNAM. Il paese dei comunisti miliardari

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Il Vietnam, uno degli ultimi stati comunisti rimasti, è paradossalmente anche il paese dove il numero di miliardari sta crescendo al tasso più veloce del pianeta, allargando il divario tra ricchi e poveri. È questo  il risultato di un rapporto della società di consulenza immobiliare Knight Frank.

Lo studio dice un totale di 200 vietnamiti, quattro volte di più che nel 2006, ora rientrano nella fascia degli ultra-ricchi, con un patrimonio netto totale di più di 30 milioni di dollari, riporta Laht.

La società, che ha sede nel Regno Unito, prevede che il drammatico aumento del numero dei super-ricchi in Asia si rafforzerà grazie a «tassi di crescita stellari in diversi paesi, tra cui il Vietnam, che dovrebbe vedere la crescita della sua popolazione di ultra-ricchi passando dal 170 per cento al 540 per cento nei prossimi dieci anni, il più alto tasso di crescita nel mondo».

Si prevede, inoltre, che le persone con fortune superiori a 10 milioni di dollari nel paese cresceranno a spirale passando dalle 610 attuali a 1650 entro il 2026, mentre il numero di persone con più di 1 milione di dollari di  patrimonio netto passeranno da 14300 a 38600.

I milionari in Vietnam porteranno ad «una forte crescita nei settori della sanità locale, del manifatturiero e dei servizi finanziari».

Ma queste fortune personali sono andate di pari passo con l’aumento dei livelli di disuguaglianza, secondo la Banca Mondiale, la Banca asiatica di sviluppo e il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite. Un recente studio della Banca Mondiale ha definito preoccupante il crescente divario tra ricchi e poveri in Vietnam.

Alla fine della guerra tra il Vietnam del Nord e del Sud nel 1975, il paese aveva un tasso di povertà del 70 per cento. Questo tasso è diminuito costantemente al 58 per cento nel 1992, al 32 per cento nel 2000 e al 13 per cento al momento, ma negli ultimi anni la crescita economica ha beneficiato i ricchi in modo sproporzionato.

Mentre le differenze di reddito tra i residenti delle zone rurali e urbane sono impressionanti, la disuguaglianza è percepita come un problema molto più grande nelle campagne.

Oxfam ha detto in uno studio di gennaio 2017 che la disparità economica è stata rafforzata da differenze di opportunità a seconda della classe sociale, aggiungendo che la crescente disuguaglianza minacciava decenni di progresso.

Lo studio ha trovato che i 210 individui più ricchi del Vietnam guadagnano abbastanza in un anno per far uscire 3,2 milioni di persone dalla povertà e porre fine quindi alla povertà estrema.

Anche Nguyen Phu Trong, segretario generale del Partito Comunista del Vietnam, ha più volte lamentato che i membri del partito stanno conducendo uno stile di vita sontuoso che contrasta nettamente con la realtà della maggior parte dei vietnamiti.

Lucia Giannini