VIETNAM. Hanoi vince nella guerra commerciale USA – Cina

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La guerra commerciale Usa – Cina ha un impatto sull’economie dei paesi vicini, il Vietnam si sta posizionando come possibile vincitore di questo conflitto economico.

A settembre, il primo Ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc ha detto che Hanoi non si schiererà e intende mantenere buone relazioni commerciali con entrambi gli antagonisti trovando quell’equilibrio che molti altri nel Sud-est asiatico stanno cercando di raggiungere. Questo equilibrio è particolarmente importante per il Vietnam, uno dei paesi della regione più legati al commercio, riporta Asia Times. 

Secondo i dati della Banca Mondiale, il commercio ammonta al doppio del prodotto interno lordo del Vietnam, più di qualsiasi altro paese asiatico ad eccezione di Singapore, mentre le vendite all’estero in percentuale del Pil sono leggermente superiori al 100%. 

Con perdite potenziali pari allo 0,2% – 0,4% del Pil a casa delle tariffe Usa, la Cina sta cercando possibili soluzioni, anche nel vicino Sud-Est asiatico, per mitigare l’impatto della guerra commerciale. I produttori con sede in Cina, compresi i produttori multinazionali stranieri, hanno già iniziato a spostare alcune operazioni industriali ad alto margine in Vietnam: è successo nel settore dell’elettronica, Intel, Foxconn, LG e Samsung, ad esempio. La tendenza alla delocalizzazione Cina – Vietnam era ben avviata per la produzione a basso valore aggiunto ben prima dell’inizio della guerra commerciale con gli Usa, dato che molti produttori cinesi hanno recentemente spostato le loro fabbriche al di là del confine per sfruttare i salari più bassi del Vietnam.

Si prevede che il Vietnam aumenterà le esportazioni di pelle, calzature e borse a seguito della guerra commerciale, con incrementi previsti nelle spedizioni del 10% a partire dal 2017.

Accordi commerciali vantaggiosi, connettività regionale con le economie Asean, e una posizione strategica al confine meridionale della Cina aumenteranno l’attrattiva economica del Vietnam, poiché le aziende adeguano le loro catene di fornitura alle nuove realtà economiche.

Si prevede che l’afflusso di nuova produzione manifatturiera dalla Cina a seguito della guerra commerciale creerà posti di lavoro, aumenterà le esportazioni e alimenterà ulteriormente la crescita economica orientata all’esportazione. Tuttavia, alcuni temono già che un’eccessiva delocalizzazione dalla Cina potrebbe portare rapidamente a una carenza di manodopera qualificata.

Il Vietnam gode anche di vantaggi commerciali competitivi in quanto parte di 12 accordi di libero scambio e 17 accordi commerciali totali, tra i più alti del mondo. Diversi altri accordi di promozione commerciale, poi, sono in fase di negoziazione.

Una volta che l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Vietnam e l’accordo globale di partenariato transatlantico entreranno in vigore, il Vietnam diventerà probabilmente una destinazione produttiva ancora più attraente grazie alla sua maggiore connettività globale. 

Antonio Albanese