VIETNAM. Hanoi arresta altri due blogger “sovversivi”

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Il Vietnam ha arrestato due blogger per la pubblicazione di commenti contro lo Stato. Il governo di Hanoi ha detto che l’arresto deve servire da monito per gli altri che diffondono il dissenso.

Secondo quanto riporta Channel News Asia, Bui Hieu Vo, 55 anni, conosciuto come “Hieu Bui” su Facebook, e Phan Kim Khanh, 24 anni, sono stati arrestati per una indagine sulla “Propaganda contro la Repubblica socialista del Vietnam”, si legge in un post pubblicato il 22 marzo sulla pagina Facebook del governo.

Nonostante la serie di riforme economiche e la crescente apertura del Vietnam verso il cambiamento sociale, il partito comunista al governo mantiene una stretta censura nei confronti dei media e tolleranza zero per le critiche mosse all’azione di governo.

Il governo ha detto che Vo ha postato «informazioni fabbricate, distorte e diffamatorie» contro il governo e ha incitato all’uso di bombe molotov e di acido per attaccare i leader del partito comunista, lo stato e la polizia.

Khanh, che gestiva due blog, tre pagine di Facebook e due canali YouTube se ne è servito per pubblicare informazioni e notizie «fabbricate e distorte» contro il Vietnam, si legge nel comunicato del governo pubblicata sul social media.

Il Vietnam la settimana scorsa ha anche invitato tutte le aziende che operano nel paese a bloccare la pubblicità su YouTube, Facebook e altri social media finché non avessero trovato il modo di fermare la pubblicazione di informazioni ritenute tossiche dal governo.

Il governo ha poi detto che entrambi i blogger hanno lavorato con il movimento Viet Tan, Riformatori del Vietnam, organizzazione che opera dagli Stati Uniti, che Hanoi ha bollato come gruppo terroristico, e i cui appartenenti se cittadini vietnamiti, sarebbero stati arrestati e condannati perché considerati come cospiratori.

Dalla fine del 2014, il Vietnam ha quasi 45 milioni di utenti Internet, che rappresentano oltre il 49 per cento della popolazione, un dato superiore al tasso medio di utilizzo del mondo (40,4 per cento) e anche superiore a quello della regione Asia-Pacifico ( 32,4 per cento).

Maddalena Ingrao