Vietnam: Hieu Dang sfida il partito comunista

47

VIETNAM- Hanoi 21/08/2013. Un veterano del Partito Comunista del Vietnam, Le Hieu Dang, si sta sforzando di formare un nuovo partito per riavere l’appoggio dei membri delusi da un rallentamento dell’economia e preoccupati per l’invasione territoriale cinese. Il nuovo Partito Socialdemocratico è nato la scorsa settimana e ha la pretesa di essere davvero democratico.

 

Molti dei membri del Partito Comunista hanno già deciso di aderire al nuovo partito, anche se esso è anticostituzionale; il monopolio del Partito Comunista al potere è infatti sancito dalla Costituzione e la formazione di altri partiti è vietata. Mettere in discussione il governo del Partito Comunista è considerato un reato grave in Vietnam, difatti decine di attivisti e cittadini della rete sono stati arrestati quest’anno per le attività anti-statali.

È per questo in corso un dibattito sulla necessità di modifiche costituzionali che permettano regole multipartitiche. Dang ha “azzardato” la fondazione del Partito Socialdemocratico perché il Vietnam sta affrontando un momento critico e il paese ha bisogno di riforme, se vuole portare avanti il suo progresso sociale ed economico.

Dang sostiene che per qualsiasi sviluppo della società è necessario il confronto e in questo caso un nuovo partito che coesista con quello esistente; è necessario un rivale del Partito Comunista che metta in discussione le sue politiche in materia di riforme economiche e legami con la Cina, riferendosi alle dispute territoriali di Hanoi con Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Inoltre, sembra che negli ultimi anni il partito al governo sia stato coinvolto da scandali di corruzione, divenendo complice in questo modo del peggioramento nella crescita economica e sociale.

Il Partito Socialdemocratico si impegna alla non violenza, non intende rovinare il Partito Comunista, ma piuttosto parlare con esso, partendo dalla discussione riguardo la regola multipartitica che è voluta da più parti, come dimostra il sostegno di migliaia di firme a seguito della pubblicazione dell’appello online. La strada per la diffusione di questo nuovo modello politico non è semplice, basta pensare al giornalista Nguyen Dac Kien, che è stato licenziato dal suo giornale statale per aver commentato l’attacco da parte del capo del Partito Comunista a coloro che chiedono maggiori riforme costituzionali.