VENEZUELA. Washington minaccia Erdogan e Guaido sfida Maduro

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La Turchia continua a sostenere il presidente venezuelano Nicolás Maduro nonostante le richieste di Washington, secondo l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla nazione latinoamericana, Elliott Abrams.

Stando a quanto riporta il Financial Times, Elliott Abrams ha detto che il presidente turco «sostiene fortemente il regime di Maduro» e che i funzionari statunitensi non hanno «avuto dalla Turchia la cooperazione» che Washington voleva. «Non abbiamo avuto la cooperazione dalla Turchia che vogliamo (…)  La Turchia sta minando la propria posizione, non solo in Venezuela ma in tutta l’America Latina (…)  è un costo per la Turchia», ha dichiarato l’inviato speciale di Trump.

Stando ad Ahval, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan è un convinto sostenitore di Maduro, che sta affrontando una guerra economica e pesanti embarghi imposti dagli Stati Uniti, che sostengono il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó. La Turchia continua a creare joint venture con il governo venezuelano per l’esplorazione dell’oro e del carbone e ha iniziato anche a investire nell’industria petrolifera del paese sudamericano.

Secondo Abrams, Washington ha chiesto ad Ankara di fermare questo processo di cooperazione: «Che si tratti di oro o di qualsiasi altra cosa di valore, chiediamo al governo di fermarsi», ha detto l’inviato. Abrams ha rifiutato di commentare le possibili conseguenze per la Turchia del mancato rispetto delle richieste degli Stati Uniti.

Il sostegno di Erdoğan a Maduro è solo una delle tante questioni che ha fatto precipitare la relazione tra due alleati della Nato negli ultimi due mesi; la Turchia rischia anche di essere sottoposta a sanzioni da parte degli Stati Uniti, insistendo su un accordo con la Russia per l’acquisto di sistemi missilistici S-400.

Nel frattempo il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaido ha annunciato che una serie di aiuti medici arriveranno nel paese sudamericano. Il 29 marzo, Guaido ha descritto l’imminente arrivo degli aiuti in Venezuela come il risultato della «pressione e dell’insistenza» del suo movimento, anche se ha detto che non sarà sufficiente ad alleviare la crisi umanitaria della nazione.

Il leader dell’opposizione non ha fornito dettagli sulla logistica della spedizione, né ha detto se è stato raggiunto un accordo con il governo del presidente Nicolas Maduro.

Il 23 febbraio scorso, Guaido ha tentato di portare gli aiuti forniti dagli Stati Uniti attraverso il confine tra Colombia e Brasile in una sfida diretta al governo di Maduro, secondo cui gli aiuti facevano parte di un tentativo di colpo di stato, e quindi le forze di sicurezza venezuelane ne hanno bloccato l’accesso durante scontri con i manifestanti.

Graziella Giangiulio