VENEZUELA. Trump ha firmato nuove sanzioni contro il Petro

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Il mese scorso, il governo venezuelano ha lanciato Petro, la prima criptomoneta al mondo emessa da uno Stato, nella speranza di rafforzare la sua economia in difficoltà e di eludere le sanzioni degli Stati Uniti e in Europa.

Secondo McClatchy, Donald Trump starebbe pianificando di imporre ulteriori sanzioni al Venezuela, limitando l’uso del Petro per le transazioni finanziarie degli Stati Uniti. Donald Trump intenderebbe limitare le transazioni finanziarie degli Stati Uniti che coinvolgono la nuova moneta digitale del Venezuela. 

Le nuove sanzioni, che saranno imposte a partire dal 19 marzo dopo che Trump avrà firmato l’ordine esecutivo, faranno probabilmente parte di un pacchetto più ampio di misure che comprende anche diverse sanzioni individuali contro funzionari venezuelani e associati al governo.

Gli Stati Uniti hanno già colpito con sanzioni più di 20 funzionari del governo venezuelano in carica o meno negli ultimi mesi, tra cui lo stesso presidente Nicolás Maduro.

Il presidente venezuelano in persona ha lanciato El Petro il mese scorso, al fine di aumentare la disponibilità di capitale ed eludere le sanzioni degli Stati Uniti. Il governo sostiene che il Petro è sostenuto dalle riserve di petrolio greggio del Venezuela, ma gli oppositori dicono che le realtà differisce molto dalle affermazioni del governo Maduro.

Anche prima del suo lancio, il Petro è stato criticato da più parti; sebbene Maduro affermi che la valuta cripto sia garantita dal petrolio greggio, il valore del Petro non si traduce in attività concrete di estrazione e sviluppo minerario e petrolifero.

La nuova posizione più dura di Trump sul Petro venezuelano potrebbe portare un’oscillazione in tutto il mondo mettendo in guardia altri paesi sanzionati, come la Russia, dal lancio della propria cripto valuta sostenuta dallo stato che potrebbe minare le sanzioni internazionali.

Gia a fine febbraio, il Tesoro degli Stati Uniti aveva espresso la sua preoccupazione per lo sviluppo della criptovaluta venezuelana, avvertendo che l’acquisto di Petro avrebbe rappresentato una violazione delle sanzioni che vietano l’acquisto di debito venezuelano: «La moneta digitale Petro sembrerebbe essere un’estensione di credito al governo venezuelano (…) potrebbe quindi esporre le persone statunitensi a rischi legali. Si tratta di un altro tentativo di sostenere il regime di Maduro, mentre saccheggia ulteriormente le risorse del popolo venezuelano».

Graziella Giangiulio