VENEZUELA. Trinidad e Tobago lasciano PDVSA

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Il primo Ministro di Trinidad e Tobago Keith Rowley ha annunciato che il paese caraibico e il Venezuela hanno messo da parte il loro accordo per lo sfruttamento congiunto di 10 trilioni di metri cubi di gas naturale nel giacimento di Loran Manatee. Port of Spain lo svilupperà invece in modo indipendente. Rowley ha detto che le continue sanzioni statunitensi sulla Repubblica bolivariana del Venezuela hanno reso praticamente impossibile lo sviluppo congiunto del gas e, di conseguenza, i due paesi agiranno in modo indipendente.

Con questo in mente, la Royal Dutch Shell, che è l’operatore al 100% del blocco Manatee, ha accettato di svilupparlo e ha già iniziato a pianificarne lo sviluppo, riporta il Trinidad and Tobago Guardian. Rowley ha osservato che questo dovrebbe aggiungere circa 275 a 400 milioni di metri cubi standard di gas entro il 2024, e sarà una svolta.

Il gas sarà in acque poco profonde e dovrebbe essere in grado di entrare in circolazione in meno di cinque anni.

In un ampio discorso alla cerimonia di apertura della Conferenza annuale sull’energia della Camera per l’energia, Rowley ha detto che si aspettava che la carenza di gas naturale finisse entro il 2024. Ha anche previsto un aumento della produzione di greggio a 90.000 barili di petrolio al giorno entro il 2022, con l’avvio del progetto Ruby da parte di Bhp. 

La PDVSA, da canto suo, starebbe lasciando che alcuni partner di altre joint venture si occupino della gestione quotidiana dei giacimenti petroliferi, poiché la sua capacità diminuisce a causa delle sanzioni e della mancanza di denaro e di personale. La produzione di greggio della Pdvsa e delle sue joint venture è scesa a circa un terzo del suo picco di 20 anni fa. La caduta più ripida si è verificata da quando i militari senza esperienza nell’industria petrolifera hanno assunto la direzione della Pdvsa alla fine del 2017 e Washington ha imposto sanzioni all’azienda statale all’inizio del 2019 nel tentativo di spodestare il presidente socialista Nicolas Maduro.

Il governo di Maduro e l’opposizione l’anno scorso hanno discusso la possibilità di consentire ai partner delle joint venture guidate da Pdvsa di gestire i campi petroliferi, il che invertirebbe il requisito legale che prevede il controllo delle operazioni da parte di Pdvsa.

Questo potrebbe dare a Maduro più respiro incoraggiando nuovi investimenti nelle operazioni di Pdvsa, con un potenziale aumento dei ricavi petroliferi. Un vero cambio di rotta dalla nazionalizzazione voluta da Hugo Chavez. 

Luigi Medici