VENEZUELA. Tiene la produzione PDVSA a marzo

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Nonostante le severe sanzioni economiche e i black out elettrici, il Venezuela ha mantenuto una produzione petrolifera stabile. La Pdvsa, riporta Telesur, è riuscita a mantenere le esportazioni di petrolio a circa 1 milione di barili al giorno, sfidando le sanzioni degli Stati Uniti e le interruzioni elettrica che hanno paralizzato il suo principale terminale di esportazione. Secondo i dati rilasciati dalla Pdvsa e Refinitiv Eikon, le esportazioni nel mese di marzo si sono stabilizzate dopo che le vendite erano diminuite di circa il 40% a febbraio a seguito delle sanzioni economiche degli Stati Uniti. L’idea alla base delle sanzioni Usa era quella di tagliare la principale fonte di entrate del Venezuela. 

Le esportazioni di marzo di 980.355 barili al giorno (bpd) di greggio e carburante sono state solo leggermente inferiori alle spedizioni di febbraio di 990.215 bpd, con la maggior parte delle spedizioni destinate al mercato asiatico. Fino alle sanzioni, gli Stati Uniti sono stati il maggior acquirente di greggio del Venezuela. Le merci spedite in India, Cina e Singapore, centro di stoccaggio e riesportazione, hanno rappresentato il 74% delle esportazioni totali a marzo, rispetto a quasi il 70% a febbraio. Nel frattempo, le esportazioni per l’Europa sono diminuite del 5%, dal 22% al 17% a marzo. 

L’India è stata ancora una volta la destinazione principale del Venezuela per le esportazioni di marzo, con un terzo del totale dei carichi inviati alle raffinerie gestite da Reliance Industries e Nayara Energy.

Le importazioni americane di petrolio venezuelano sono scese a zero da metà marzo a causa di sanzioni, secondo la U.S. Energy Information Administration.

A febbraio, il più grande ricevitore dei barili venezuelani è stata la China National Petroleum Corp , Cnpc, e le sue filiali con circa 234.000 bpd, seguita dalla russa Rosneft, che ha ricevuto 214.000 bpd, secondo i dati. Nuovi clienti tra cui le società commerciali Sahara Energy e MS International hanno ricevuto anche l’accesso al greggio venezuelano.

Rosneft ha aumentato la sua quota di spedizioni di petrolio venezuelano dopo le sanzioni, soprattutto per la rivendita alle raffinerie. Il mese scorso il ministro del Petrolio venezuelano, Manuel Quevedo, si è recato a Mosca per negoziare maggiori vendite di petrolio venezuelano alle compagnie russe. Rosneft ha anche aumentato le forniture di carburante per il Venezuela, secondo i dati. Il Venezuela ha importato 184.500 bpd di combustibile il mese scorso, con la maggior parte fornita dalla società russa, seguita dai carichi inviati da Reliance e dalla spagnola Repsol.

Graziella Giangiulio