VENEZUELA. Terremoto politico in Spagna per un presunto incontro segreto a Madrid tra ministri spagnolo e venezuelano

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Un incontro segreto all’aeroporto internazionale di Madrid tra due importanti membri di governo spagnolo e venezuelano sta scatenando una bagarre politica alle Cortes, con i partiti conservatori che chiedono le dimissioni del ministro iberico coinvolto.

Stando a quanto riporta Abc, il vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez, braccio destro di Nicolás Maduro, inserita nella lista di sanzioni dell’Unione Europea che vieta l’ingresso nel territorio di qualsiasi membro del blocco, nelle prime ore di lunedì ha incontrato José Luis Ábalos, ministro dei Trasporti spagnolo e figura chiave del partito socialista di governo. 

Stando allo spagnolo Vozpopuli, che cita fonti della polizia spagnola, Rodríguez era effettivamente arrivata nelle prime ore di lunedì scorso su un volo da Caracas.

e come ricorda Ap, Rodríguez non ha il permesso di entrare in territorio spagnolo, o europeo.

Sempre Ap, riporta che un Falcon privato abbia fatto la tratta Caracas-Madrid e che lo stesso aereo è poi decollato nel primo pomeriggio dalla capitale spagnola ed è arrivato meno di quattro ore dopo a Istanbul. Vozpopuli  afferma che l’incontro tra Ábalos e Rodríguez si è svolto all’interno del jet ed è durato un’ora e mezza. La vicepresidente venezuelana e il suo team hanno poi trascorso del tempo nel terminal Vip dell’aeroporto, tecnicamente non considerato territorio iberico.

Rodríguez era attesa in Turchia mercoledì per discutere con i funzionari turchi dei preparativi per il 70° anniversario delle relazioni diplomatiche con il Venezuela.

Ábalos ha detto a El País che era stato all’aeroporto per una “visita privata” e solo per dare il benvenuto al ministro del Turismo venezuelano Félix Plasencia, che sta partecipando a una fiera mondiale del turismo a Madrid, un amico e un cittadino spagnolo che viaggiava sullo stesso aereo di Rodriguez; Plasencia non è bandito dall’entrare in Ue. 

Delcy Rodríguez, ex ministro degli Esteri, n. 2 del governo di Maduro dalla metà del 2018, è uno dei 25 politici venezuelani a cui è stato vietato l’ingresso nell’Ue. Ábalos è una figura chiave nella coalizione di centro-sinistra guidata dal primo ministro Pedro Sánchez. La coalizione, una novità assoluta nei quattro decenni di governo democratico della Spagna, comprende cinque membri del partito di estrema sinistra Podemos. 

Stando a Reuters, Il ministro dei trasporti Jose Luis Abalos ha confermato di aver incontrato il vicepresidente di Maduro, Delcy Rodriguez, brevemente all’aeroporto dopo la mezzanotte di lunedì: «Le ho detto “Ciao” e questo è tutto, niente di più», aggiungendo di aver ricordato a Rodriguez che «non poteva entrare in territorio spagnolo (…) Non c’è stata nessuna riunione e non è entrata in territorio spagnolo», ha detto Abalos. 

I fatti vengono ricostruiti da El Confidencial:il ministro dei trasporti José Luis Ábalos ha detto che Fernando Grande-Marlaska, ministro degli Interni, lo ha informato dell’arrivo in Spagna del vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez e gli ha chiesto di “assicurarsi” che non scendesse dall’aereo.  Secondo Ábalos, Marlaska gli ha detto che il ministro degli Esteri, Arancha González Laya, aveva ricevuto una comunicazione dall’ambasciata venezuelana che la informava della presenza di Rodriguez e ha aggiunto: «Visto che ci vai, assicurati che non scenda dall’aereo”. 

Con questa informazione, il Ministro dei Trasporti si è recato “direttamente” al Terminal Executive e si è avvicinato all’aereo, che «è stato noleggiato, un aereo privato», senza intenzione di incontrare il Vice Presidente, ma è stato Plasencia a chiedergli di salutarla. Ed è quello che ha fatto. «Pertanto, non c’è stato alcun incontro di questo tipo. Le ho ricordato che non poteva entrare in territorio spagnolo date le sanzioni dell’Unione Europea, a cui Rodriguez ha risposto che «era diretta verso la Turchia».

«Se questo fatto venisse confermato, Abalos non potrà continuare a guidare il ministero neanche per un giorno in più», ha detto Pablo Casado, leader del Partito popolare. «L’immagine della Spagna e il rispetto delle risoluzioni dell’UE sono molto importanti».

La polemica è arrivata giorni prima della prevista visita in Spagna del leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaido. Sanchez non ha in programma di incontrarlo, il che ha fatto arrabbiare i partiti dell’opposizione di destra, ma è stato accolto da Podemos la cui fondazione di riferimento, Centro de estudios politicos y sociales, Ceps, nel 2016 è stata al centro di una indagine di polizia, e scandalo politico relativo, per aver ricevuto svariati milioni di dollari dal governo chavista di Nicolas Maduro e relativi a studi e consulenze per il governo chavista. 

Si segnalava all’epoca un «“Rapporto tattico” del 2 settembre 2011 (…) in cui si suggerisce di utilizzare le forze di polizia per reprimere le manifestazioni, proprio il contrario di quanto hanno fatto nella città di Madrid (…) gli scienziati politici del Ceps ritengono che «nel caso di forme estreme di conflitto dove non c’è alternativa ad un intervento che sostituisca l’autorità dello Stato, occorre usare l’intervento della squadra di risoluzione dei conflitti del Ministero dell’Interno (…) per “ridurre al minimo la forma di conflitto, riducendone la grandezza”». 

All’epoca Abc pubblicò la lista dei politici di Podemos, integrati nella struttura del Ceps: «Pablo Iglesias. Segretario generale. È stato responsabile per l’area formazione della fondazione e ha partecipato alle riunioni del Consiglio. Ha viaggiato in Venezuela per conto del Ceps. Inigo Errejón. Segretario politico. Uno dei membri più attivi di Podemos nella fondazione, di cui è stato membro del Consiglio. Ha una stretta relazione con il suo presidente. Juan Carlos Monedero. ex numero tre di Podemos. Ha collaborato, soprattutto nelle questioni relative al Venezuela e al governo Chavez dei cui era un consigliere a un titolo personale. Bescansa Carolina. Segretario dell’analisi politica. Ha trascorso diverse stagioni a Caracas pagata dalla fondazione Ceps, alloggiando in appartamenti di lusso nella capitale venezuelana. Luis Alegre. Segretario Generale di Podemos Madrid. È uno dei consulenti che la Fondazione ha inviato a Chavez a Caracas come consigliere. La fondazione ha pagato 7.000 euro al mese per ciascuno di essi. Alberto Montero. Vice dell’Economia e capo di Podemos (…) ha tenuto la presidenza della fondazione».

Luigi Medici