VENEZUELA. S&P dichiara il fallimento di Caracas, ma Pechino ha fiducia nel governo

550

La cooperazione della Cina con il Venezuela sul debito di Caracas «si sta sviluppando normalmente», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese il 14 novembre.

Il Venezuela, in una profonda crisi economica, cerca di ristrutturare il suo debito estero, stimato a 150.000 milioni di dollari, e cerca un accordo di ristrutturazione con la Cina, con la quale ha fissato un debito per circa 28.000 milioni di dollari, riporta El Diario de Caracas.

«La cooperazione sino-venezuelana in termini di finanziamento sta sviluppandosi normalmente», ha dichiarato Geng Shuang il 14 novembre. «Pensiamo anche che il governo e il popolo venezuelano hanno la capacità di risolvere il problema del debito del proprio paese», ha poi aggiunto durante una conferenza stampa regolare.

L’agenzia di rating Standard & Poors ha dichiarato il Venezuela in parziale default sempre il 14 novembre, dopo che non ha pagato 200 milioni di dollari in obbligazioni e poche ore dopo due riunioni di creditori tenutesi il 13 novembre a Caracas e a New York.

«In seguito alla crisi economica, il Venezuela è entrato in default parziale dopo il mancato pagamento di 200 milioni di dollari nei suoi obblighi globali», secondo il rating dell’agenzia Standard & Poors, un fatto che minaccia di innescare un più ampio mancato rispetto del suo debito estero. L’agenzia S&P, la prima a dichiarare l’inadempienza parziale del Venezuela, ha indicato che ha fatto la sua dichiarazione dopo i 30 giorni di grazia, concessi per pagare la cedola delle obbligazioni 2019 e 2024.

Di parere contrario è il governo venezuelano, riporta Prensa Latina. Caracas ha descritto come un clamoroso successo l’inizio della rinegoziazione e la ristrutturazione del debito estero con i creditori e i detentori di obbligazioni petrolifere. In un comunicato, pubblicato il 13 novembre, il governo Maduro ha osservato che l’incontro è stato molto positivo e molto propizio. All’incontro hanno partecipato i possessori di obbligazioni della società statale Petroleos de Venezuela S. A. (PDVSA) degli Stati Uniti, Panama, Regno Unito, Portogallo, Colombia, Cile, Argentina, Giappone e Germania.

Secondo il comunicato stampa, l’incontro ha fornito l’occasione per ratificare che il Venezuela sta mantenendo l’obbligo di rispettare i suoi impegni finanziari come ha fatto finora, nonostante «le complessità create artificialmente dall’Amministrazione Trump e dai suoi alleati politici» per cercare di destabilizzare la nazione sudamericana. Inoltre, l’incontro ha permesso alle autorità venezuelane di esprimere l’intenzione di superare tali ostacoli «attraverso meccanismi seri, trasparenti e aperti, intrapresi in modo sincero» con i titolari, ha dichiarato il comunicato ufficiale.

Graziella Giangiulio