VENEZUELA. Si aggrava la crisi alimentare

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Uno dei sintomi e degli indici del terribile carovita che sta attanagliando il Venezuela è il continuo aumento dei prezzi, sopratutto degli alimentari. A quanto pare neanche l’ampliamento del paniere governativo riesce a contenere le necessità dei venezuelani.

In Italia come in Venezuela si diceva che la mortadella fosse il prosciutto dei poveri, oggi non è più così. Secondo quanto riporta il quotidiano La Verdad, la mortadella, conosciuta con questo nome anche in Venezuela, ha subito aumenti dei prezzi di quasi il 30% nelle ultime due settimane.

I commercianti affermano che quando hanno finito il prosciutto, più caro, le casalinghe hanno iniziato a comprare di più i succedanei, ma per poter vendere a buon mercato , e quindi vendere a un pubblico ampio, i prezzi dovevano essere tenuti più bassi del 30% rispetto a prezzo di mercato. Una situazione che, a lungo andare, non tiene più.

Un chilogrammo di mortadella solo due settimane fa costava 5200 bolivar ai negozianti, ora è salito, riporta il giornale, a 6200 e viene venduto a 7000, con il bonus di 800 bolivar coperto dal paniere governativo.

Se si alzasse di più, lamentano i negozianti, non si venderebbe nulla. I guadagni ovviamente non ci sono e i prodotti iniziano a scarseggiare perché i commercianti sono costretti a cercare fornitori a buon mercato che non si trovano. Il giornale fa come esempio questo: il negoziante compra la mortadella affumicata a 6,200, durante una notte il prezzo all’ingrosso è salito a 7500. Il prezzo richiesto è più alto e i clienti non ci sono più.

I negozianti lamentano che sul prezzo gravano anche le spese per il confezionamento e il mantenimento dei prodotti e che quindi le spese sopravanzano le entrate.

Riescono a sopravvivere, continua La Verdad, solo i venditori ambulanti che non hanno spese di gestione e che però offrono prodotti, recita il giornale, privi di garanzia.

Graziella Giangiulio