VENEZUELA. Senza acqua, guanti e maschere, COVID 19 falcidia i medici

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Medici, infermieri e personale sanitario venezuelano sono stati colpiti in modo sproporzionato dal Covid-19 in Venezuela a causa delle insufficienti attrezzature di biosicurezza e della mancanza di acqua corrente. Sono già morti circa 132 medici, su 547 morti totali, quasi il 25 per cento, secondo i dati di La Alianza, un gruppo di media venezuelani che comprende El Pitazo e TalCual. Nicolas Maduro, fino ad ora, non ha menzionato una sola volta la lotta dei medici. La settimana scorsa le Nazioni Unite hanno accusato Maduro di crimini contro l’umanità, tra cui esecuzioni extragiudiziali, rapimenti, torture e stupri.

Anche prima dell’arrivo del coronavirus a metà marzo, la vita dei medici venezuelani era dura. Niente benzina per le loro auto (solo la polizia e i veicoli militari hanno la priorità), censurate e represse dal regime di Maduro (un medico donna è stato incarcerato per aver inviato un meme anti-Maduro) e sottopagate (i medici degli ospedali pubblici guadagnano 8 dollari al mese), riporta Laht.

Il caso del dottor Williams Arrieta è rappresentativo del comportamento del regime, anche nel bel mezzo di una pandemia. Quando il dottor Arrieta si è lamentato perché aveva tagliato la coda in una stazione di servizio il 9 settembre, la polizia lo ha seguito, lo ha fermato e picchiato, per poi sbatterlo in prigione, secondo l’Ong per i diritti umani Foro Penal.

Nel frattempo, la Croce Rossa ha avvertito che il Venezuela è arrivato ad affrontare la pandemia senza acqua e senza generatori di emergenza nella maggior parte degli ospedali. E i medici che si ammalano e muoiono lo fanno tragicamente per motivi molto evitabili, secondo la federazione medica venezuelana Fkmv: mancanza di acqua, guanti e maschere.

Anche i medici cubani, che in Venezuela sono sempre meno numerosi ogni giorno che passa, soffrono un tasso di mortalità sproporzionato rispetto a quello della popolazione in generale. Quattro operatori sanitari cubani sono morti solo nella prima settimana di settembre, secondo i media locali.

Lucia Giannini