VENEZUELA. Repsol taglia le sua attività per la crisi di PDVSA

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Repsol dimezza il valore delle sue attività in Venezuela dopo aver subito grandi perdite. 

La società spagnola ha subito una perdita di 180 milioni dovuta al peggioramento del profilo creditizio di Pdvsa e al deterioramento del contesto imprenditoriale in Venezuela.

Repsol ha dovuto aumentare gli accantonamenti nel 2019 per coprire il buco creato dalla sua partecipazione in Venezuela. Secondo il suo revisore contabile, PwC, «il gruppo ha effettuato una valutazione della recuperabilità dei suoi investimenti, nonché del rischio di credito sui crediti verso Pdvsa. Di conseguenza, ha rilevato accantonamenti per il profilo creditizio di Pdvsa e per il deterioramento del contesto imprenditoriale in Venezuela, incidendo sul valore degli strumenti di finanziamento e dei crediti verso Pdvsa (-97 milioni di euro) e sul valore delle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto (-83 milioni di euro)», riporta El Confidencial.

Così, Repsol ha dovuto investire altri 180 milioni di euro in un fondo non rimborsabile, nonostante alla fine del 2018 avesse messo a disposizione più di 1,1 miliardi di euro per ripulire la sua posizione nel paese.

Tuttavia, la situazione del paese è diventata sempre più complicata negli ultimi 12 mesi. In questo periodo, la crisi politica si è aggravata dopo che Juan Guaidó è stato riconosciuto come presidente del Venezuela da molti paesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Spagna e Unione Europea. 

In questo contesto, la crisi politica dovuta al confronto con il regime di Nicolás Maduro è diventata una crisi sociale, economica e umanitaria. Come spiega Repsol ai suoi investitori, «nel 2019 la situazione di instabilità politica, la recessione economica (il Pil è stato ridotto del 40% nel 2019) e l’inflazione (7,374% nel 2019 e 3,000% previsto per il 2020) continuano, motivo per cui lo stato di emergenza economica è stato prorogato. La produzione di petrolio è stata notevolmente ridotta negli ultimi anni. Si è verificata una significativa svalutazione della valuta venezuelana nei confronti dell’euro senza impatti significativi sul bilancio del Gruppo, in quanto la valuta funzionale delle sue controllate nel paese è il dollaro, ad eccezione del caso di Quiriquire Gas».

A livello più tecnico, la compagnia petrolifera iberica afferma che «il 7 gennaio 2019 è stato pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica n. 35, che stabilisce che i contribuenti che effettuano operazioni in valuta estera devono determinare e pagare le loro imposte in valuta estera (o cripto-moneta), in attesa dell’evoluzione normativa. Il regolamento è entrato in vigore il 1° gennaio 2019 e riguarda la determinazione e il pagamento di tutte le imposte nazionali. Il principale impatto rilevato nel 2018 è stato l’annullamento delle imposte differite attive nelle società valutate con il metodo del patrimonio netto. In futuro, il Decreto potrebbe semplificare la determinazione delle imposte sul reddito ed eliminare gli impatti negativi su tali imposte derivanti da future svalutazioni».

Di conseguenza, la multinazionale spagnola ha stabilito che «l’esposizione patrimoniale complessiva di Repsol in Venezuela al 31 dicembre 2019 è pari a 239 milioni di euro, che include principalmente i finanziamenti concessi alle sue controllate venezuelane. Al 31 dicembre 2018 ammontava a 456 milioni di euro. Tale riduzione si spiega con l’esistenza di debiti commerciali alla data di chiusura del presente bilancio, nonché con l’aggiornamento del rischio di credito dovuto alle perdite attese sui debiti di Pdvsa verso le entità del gruppo».

Ciò significa ridurre la valutazione delle sue attività di quasi la metà di quest’anno, dopo la svalutazione della sua partecipazione di 217 milioni di euro. Tuttavia, la svalutazione è molto maggiore. Nel settembre 2017, l’esposizione azionaria di Repsol verso il Venezuela era di 2,131 miliardi di euro, quindi la svalutazione degli attivi è stata graduale e in poco più di due anni si è ridotta di quasi 2 miliardi di euro.

Tommaso dal Passo