VENEZUELA. Pence tira le orecchie a Guaidò

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Il vicepresidente degli Stati Uniti ha accusato il presidente del parlamento venezuelano per il fatto che la prevista defezione di massa dei militare non ha avuto luogo gli Usa temono che l’opposizione al regime di Maduro perda il suo slancio dopo il fallimento dell’operazione di portare aiuti umanitari in Venezuela, che avrebbe dovuto segnare l’inizio della fine del regime di Nicolás Maduro.

Secondo quanto riporta il sito argentino La Politica Online, Pence lo ha detto a Juan Guaidó, che stava fallendo nell’offensiva contro il regime chavista. La maggiore richiesta è stata la mancata adesione delle forze armate alla rivolta contro Maduro: finora, solo circa trecento uomini hanno disertato, su un totale di 300.000.

Guaidó aveva promesso al governo degli Stati Uniti che se la maggior parte dei leader mondiali lo avessero riconosciuto come la più alta autorità del Venezuela, almeno la metà degli ufficiali avrebbe defezionato, ma non è successo: gli Stati Uniti sono riusciti a ottenere non meno di 50 stati che hanno riconosciuto il presidente dell’Assemblea venezuelana, ma finora le forze armate sono rimaste con Maduro.

Ecco perché Guaidó ha iniziato attraverso i suoi account social network, a contattare i principali comandanti dell’esercito venezuelano, per avere il loro appoggio e, di conseguenza, la loro diserzione. Finora non è stato dimostrato che questa nuova tattica, né l’amplificazione mediatica delle poche defezioni che si verificano, abbia incrinato la fedeltà dell’esercito venezuelano con il regime di Maduro. 

A Bogotá, ci sono state anche domande della delegazione statunitense ad un altro dei presupposti che Guaidó aveva trasmesso all’inizio dell’offensiva contro il regime: la base sociale di Maduro è disintegrata. La crisi ha rivelato che in effetti il sostegno del suo governo è venuto meno, ma non è inesistente. In questo senso ci sarebbero stati “rimproveri” per l’atteggiamento dei milionari venezuelani che vivono all’estero che non hanno donato quanto previsto, per finanziare il passaggio di polizia, militari e politici alla sfera di Guaidó.  

Nella riunione del gruppo Lima a Bogotà, che si è conclusa senza una definizione importante del tipo di azione da intraprendere, dopo il fallimento dell’operazione di invio di aiuti umanitari, Guaidó aveva scommesso che Pence avrebbe annunciato l’uso della forza per allontanare Maduro dal potere, ma il vicepresidente non lo ha fatto. 

Altro tema del dialogo tra Pence e Guaidó a Bogotá,  è stato come garantire la sicurezza personale di Guaidò, se ritornasse a Caracas. Addirittura si sarebbe ipotizzato di assicurare a Guaidò il controllo di una parte del territorio venezuelano, in cui l’esercito locale garantisca la sicurezza e lo riconosca come la massima autorità.

Graziella Giangiulio