VENEZUELA. Pechino è fredda con Maduro e i cinesi scappano da Caracas

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La Cina ha detto che non avrebbe interferito negli affari interni del Venezuela e di aver fiducia nel paese sudamericano che riuscirà a risolvere i problemi dopo la rielezione del Presidente Nicolas Maduro. Nonostante il tono ottimista del portavoce del ministero degli Esteri cinese Lu Kang, Pechino non si è ancora congratulata con Maduro, mentre alcuni cinesi che vivono in Venezuela hanno descritto la vittoria del presidente come un disastro per il paese ricco di petrolio, riporta Scmp.

Lu ha detto che la Cina sperava che il Venezuela potesse risolvere eventuali controversie relative alle elezioni nel quadro della legge e che avrebbe deciso se inviare una nota di congratulazioni «secondo i protocolli diplomatici». Quando Maduro è stato eletto per la prima volta presidente nell’aprile 2013, Pechino ha inviato le sue congratulazioni a poche ore dalla sua vittoria, e il presidente Xi Jinping aveva successivamente inviato una nota personale esprimendo i suoi migliori auguri.

La Cina ha erogato più di 50 miliardi di dollari a Caracas attraverso il suo programma “Petrolio in cambio di prestiti”, a sostegno dei regimi di Maduro e del suo predecessore, Hugo Chavez, ma il flusso di cassa è rallentato da quando l’economia venezuelana ha iniziato a crollare nel 2014. Oltre ai problemi legati alla criminalità dilagante e alla diffusa carenza di cibo, il Fondo Monetario Internazionale ha detto che si aspettava che l’inflazione nel paese raggiungesse il 13.800 per cento di quest’anno.

Per molte comunità di etnia cinese venezuelana, la vittoria elettorale di Maduro è stata una nuova manifestazione del peggioramento della situazione. Molti cinesi avrebbero detto di voler comprare un biglietto aereo per la Cina. I cinesi del Venezuela sono preoccupati per i disordini e le rapine per le strade. Il Venezuela una volta era la patria di circa 400.000 cinesi, ma una percentuale enorme è tornata a casa negli ultimi quattro anni, mentre l’economia venezuelana implodeva e mentre aumentava l’ostilità dei venezuelani verso gli immigrati. 

Numerosi progetti di sviluppo condotti dalla Cina sono stati accantonati e quasi tutti i lavoratori cinesi hanno lasciato il Venezuela per motivi di sicurezza. La retorica anti-statunitense di Chavez era una volta musica per le orecchie di Pechino, e le ricche riserve di petrolio del Venezuela sono state un richiamo per la Cina energivora. Ma il paese sudamericano è ora un esempio di avventurismo economico per i cittadini cinesi. 

Antonio Albanese