VENEZUELA. PDVSA paga in yuan i fornitori su conti cinesi

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Il Venezuela mostra le sue potenzialità nei settori dell’energia, del turismo, dell’industria, della formazione e del trasferimento tecnologico al V Gas Summit del Gas Exporting Countries Forum, Gecf, che si è aperto il 26 novembre a Malabo, in Guinea Equatoriale. Secondo il ministero degli Esteri locale, il Venezuela partecipa al Salone dell’Energia, Edilizia, Beni e Servizi alle imprese, dove mostra le sue opportunità, progetti e imprese nel settore del gas.

Lo stand del Venezuela è stato visitato dal ministro delle Miniere e degli Idrocarburi della Guinea Equatoriale, Gabriel Mbaga Obiang Lima, che ha elogiato i risultati della Rivoluzione Bolivariana e ha preso atto delle esperienze del paese in questi settori di esportazione, riporta Prensa Latina.

Nel frattempo, il governo venezuelano e la sua compagnia petrolifera Pdvsa si sono offerti di pagare fornitori e appaltatori su conti in Cina utilizzando lo yuan. La mossa fatta negli ultimi mesi è l’ultimo esempio di come Caracas ha cercato nuovi modi di effettuare i pagamenti internazionali dopo le sanzioni da Washington, destinate a costringere Nicolas Maduro alle dimissioni, tagliando l’accesso al sistema finanziario degli Stati Uniti.

La proposta, riporta Reuters, sarebbe stata fatta verbalmente ad almeno quattro aziende che forniscono servizi al settore pubblico. Le aziende starebbero valutando la proposta.

Gli enti pubblici venezuelani hanno tradizionalmente pagato partner del settore privato nella valuta bolivar locale o in dollari statunitensi. Ma l’iperinflazione e le sanzioni statunitensi, che vietano alle aziende americane di fare affari con il settore pubblico venezuelano, stanno complicando questi metodi. 

L’offerta degli yuan arriva dopo che il governo venezuelano e la Pdvsa hanno pagato alcuni fornitori e appaltatori in euro e in contanti, per delle vendite di petrolio e oro. Pagare i fornitori in yuan permetterebbe al Venezuela di sfruttare i fondi che ha a disposizione in Cina, senza toccare il sistema finanziario statunitense. Tuttavia, l’apertura di conti presso le banche cinesi si è rivelato complicato.

La Pdvsa e la banca centrale del Venezuela hanno da tempo mantenuto conti in Cina, in parte grazie ad un accordo di finanziamento siglato più di un decennio fa che ha visto la Cina prestare circa 50 miliardi di dollari alla nazione Opec in cambio di spedizioni di greggio. La banca centrale del Venezuela ha almeno 700 milioni di dollari in yuan in un conto presso la Banca centrale cinese, che ha ricevuto all’inizio di quest’anno come risarcimento per una spedizione di petrolio.

L’offerta del Venezuela di pagare in yuan arriva anche se alcune strutture cinesi hanno preso provvedimenti per cercare di prendere le distanze da Caracas. China National Petroleum Corp, uno dei maggiori investitori stranieri nel settore petrolifero venezuelano, in agosto ha smesso di prendere il greggio dai porti venezuelani a causa delle preoccupazioni sulle sanzioni. La Cina, però, sta importando sempre più miscele di greggio dalla Malesia, che include un po’ di petrolio venezuelano.

Tommaso dal Passo