VENEZUELA. “Nessun dittatore lascia il potere pacificamente”

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Un ex capo della polizia municipale venezuelana e attivista anti-governativo, di origine italiana, avrebbe organizzato l’attacco con dei droni armati contro Maduro, nel corso di una manifestazione militare.

Reuters riporta che Salvatore Lucchese, attivista venezuelano, ha ammesso di aver organizzato l’attacco utilizzando un’associazione di militanti anti-Maduro conosciuta generalmente in Venezuela come la “Resistenza”. La “Resistenza” cui fa riferimento Lucchese è un gruppo assai diffuso di attivisti di strada, di studenti organizzatori e di ex militari. Ha una struttura poco formale, ma è nota nel paese soprattutto per l’organizzazione di proteste negli ultimi anni in cui i manifestanti si sono scontrati con la polizia e i soldati. Lucchese ha descritto l’attacco come parte di un’opposizione armata contro Maduro: «Avevamo un obiettivo e nel momento in cui non siamo riusciti a realizzarlo al 100%… (…) La lotta armata continuerà».

Il 52enne attivista ha detto di essere stato incarcerato per dieci mesi a partire dal 2014 per essersi rifiutato di interrompere le proteste anti-Maduro. Come capo della polizia del comune di San Diego, nello stato centrale del Carabobo, ha disobbedito agli ordini del Ministero dell’Interno, ha detto lo stesso Lucchese.

All’inizio del 2018, Lucchese è uscito dal partito Volontà Popolare, partito di opposizione, perché non era d’accordo con il suo continuo dialogo con l’amministrazione Maduro. Juan Guaido, uno dei leader nazionali del partito, ha detto che Lucchese è stato espulso per «differenze con il partito e la leadership nazionale»; Guaido ha anche aggiunto che il partito respinge l’uso della violenza.

Maduro ha accusato dell’attacco della scorsa settimana l’opposizione di destra e attivisti stranieri, citando in particolare il governo della vicina Colombia che ha negato qualsiasi coinvolgimento.

In una trasmissione televisiva andata in onda l’8 agosto, Maduro ha parlato di Lucchese e lo ha collegato al nuovo presidente di destra colombiano Ivan Duque: «Un ex capo della polizia, membro della destra venezuelana, ha rivendicato la responsabilità  dell’attacco. Oggi è stato un ospite speciale al giuramento del presidente entrante della Colombia», ha detto Maduro.

L’opposizione venezuelana ha detto che il parlamentare Juan Requesens e sua sorella Rafaela Requesens, leader degli studenti, sono stati arrestati nel loro appartamento di Caracas dopo l’attacco. La sorella di Requesens è stata poi rilasciata e “si trovava in un posto sicuro”, ha detto suo padre in un video trasmesso sui social media che è stato trasmesso in diretta da davanti a un carcere di Caracas. Le autorità venezuelane durante il fine settimana hanno arrestato sei persone e ha detto che i droni trasportavano esplosivi al plastico fatti esplodere a distanza.

Lucchese ha detto che ora risiede all’estero e continua a lavorare con altri attivisti anti-Maduro, sottolineando che la resistenza armata è l’unico modo per rovesciare Maduro: «Nessun dittatore lascia il potere pacificamente».

 Graziella Giangiulio