VENEZUELA. Nel 2017, ci vorranno 1700 bolivar per un dollaro

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Si ritiene che il tasso Dicom, il tasso di cambio della valuta complementare, concluderà il 2017 a 1700 bolivar per dollaro.

Gli economisti, riporta il quotidiano El Nacional, dicono che il governo intende permettere al tasso di fluttuare di più, come misura di scambio per il 2017.

Il Dicom, che era rimasto intorno a 600 bolivar per dollaro dallo scorso giugno, ha appena superato la barriera di 700 bolivar. Alla fine del 7 marzo era pari a 701,7 bolivar per dollaro e gli economisti sostengono che è molto probabile che il governo decida di continuare a svalutare la moneta nazionale da questo meccanismo nel 2017.

Il mese scorso era venuta fuori l’intenzione governativa di operare sul mercato dei cambi, ma diverse fonti, riprese dal giornale venezuelano, hanno sostenuto che le accuse nazionali e internazionali mosse contro membri del governo di Caracas hanno ritardato le decisioni in materia.

«Nel governo c’è resistenza nel modificare il tasso di cambio protetto o Dipro, che è 10 bolivar per dollaro, perché è associato con la struttura dei sussidi, il Clap e i prodotti regolamentati. Se questa resistenza prevale, il deprezzamento del Dicom rischia di accelerare e raggiungere i 1700 bolivar per dollaro alla fine dell’anno», ha detto l’economista Asdrubal Oliveros, direttore della società di consulenza economica venezuelana Ecoanalítica.

Oliveros ha aggiunto che, anche se il tasso è salito, il suo effetto è limitato a risolvere i problemi fiscali, perché la restrizione persiste nella fornitura di moneta attraverso quel meccanismo. I dati della società mostravano a gennaio un Dicom di 2,7 milioni di dollari, mentre a dicembre erano 4,11 milioni di dollari.

L’economista Tamara Herrera, di Síntesis Financiera, ha confermato che quest’anno continuerà la restrizione sui dollari: «La valuta che entra è poca e ci sono necessità cui far fronte. Il 2017 assomigli molto al 2016 nella fornitura di valuta estera».

Oliveros ha aggiunto che ad Aprile il paese deve fare uno dei più forti pagamenti di debito estero, che probabilmente richiederà che il governo tagli ulteriormente l’offerta di valuta estera. La restrizione avrà un impatto anche sul prezzo del dollaro parallelo, che è calato questa settimana.

Herrera, inoltre, ha detto che il recente calo del prezzo del dollaro parallelo forse è legato al pagamento delle imposte sul reddito che scade questo mese.

Graziella Giangiulio