VENEZUELA. Mosca ristruttura il proprio credito verso Caracas

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Il Venezuela ha firmato, il 15 novembre, un accordo per ristrutturare il suo debito con la Russia, uno dei suoi principali creditori. Si tratta di una boccata di ossigeno per il paese strangolato dal debito estero.

Seppur soffocato dalla caduta dei prezzi del petrolio e dalle sanzioni degli Stati Uniti, il Venezuela sostiene di essere un “buon pagatore”, nonostante la sua popolazione soffra per la scarsità di cibo e medicine a causa di mancanza di liquidità.

Una delegazione venezuelana guidata dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Simón Zerpa, ha firmato un accordo che ristruttura un prestito russo di quasi 3.000 milioni di dollari, concessi nel 2011 per acquistare armi russe, riporta El Diario de Caracas. I dettagli di questo accordo saranno annunciati in una conferenza stampa del ministro venezuelano a Mosca. La Russia aveva annunciato, a ottobre, che avrebbe posticipato una parte delle scadenze.

Al di là di questa operazione, il governo russo «non ha ricevuto alcuna richiesta» per ulteriori aiuti dal Venezuela, secondo il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov. La ristrutturazione di questo debito è una goccia d’acqua nell’indebitamento del Venezuela, che raggiunge 150.000 milioni di dollari. Il debito venezuelano con la Russia include 6.000 milioni di dollari pagati in anticipo dalla Rosneft a Pdvsa del Venezuela.

Anche per la Cina, suo principale creditore, le somme ammontano a diverse decine di milioni di dollari; secondo il ministero degli Affari Esteri cinesi: «il governo venezuelano e il suo popolo hanno la capacità di gestire correttamente i propri affari, incluso il loro problema di debito».

S&P Global e Fitch hanno già dichiarato il default parziale del Venezuela, perché il governo aveva violato diverse scadenze al termine del periodo di grazia di 30 giorni; stessa sorte è toccata al gruppo petrolifero Pdvsa, per aver ritardato una settimana nel pagare due scadenze per un importo di 2.000 milioni di dollari.

L’annuncio del fallimento parziale potrebbe precedere un default generale, ossia una situazione in cui il Venezuela sarebbe nella totale incapacità di pagare i propri debiti.

Graziella Giangiulio