VENEZUELA. Mosca apre una scuola militare a Caracas e Ankara vuole l’oro di Maduro 

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La Turchia continuerà a sostenere il presidente venezuelano Nicolás Maduro e intende approfondire la cooperazione “in tutti i campi” con il Venezuela nonostante le pressioni degli Stati Uniti, ha dichiarato il primo aprile il ministro degli esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu, ripreso da Ahval. «Qualsiasi situazione negativa in Venezuela interesserà tutta l’America Latina, e potrebbe anche interessare i Caraibi. Continueremo a sostenere il Venezuela», ha detto Çavuşoğlu ripreso dal filogovernativo Habertürk, durante una conferenza stampa congiunta in Turchia con il ministro degli affari esteri venezuelano Jorge Arreaza.

La Turchia, insieme a Russia, Cina e Cuba, è diventata uno dei maggiori sostenitori di Maduro, nonostante circa 50 governi riconoscano il leader dell’opposizione Juan Guaidó come legittimo presidente del Venezuela in una campagna guidata dagli Stati Uniti per rimuovere il leader. I due ministri degli Esteri hanno criticato le sanzioni degli Stati Uniti sul Venezuela contro il commercio dell’oro del paese, riporta Habertürk. Arreaza ha detto che la Turchia e il Venezuela «lavoreranno continuamente» per trovare modi alternativi per aumentare il commercio. La Turchia è uno dei principali clienti dell’oro del Venezuela, con le importazioni auree dal Venezuela che nel 2018 hanno raggiunto quasi 1 miliardo di dollari.

Anche l’altro grande partner di Maduro, la Russia, prosegue il rafforzamento del regime chavista.

Secondo el Comercio, la Russia ha aperto in Venezuela un centro di addestramento militare per piloti di elicotteri.

Rosoboronexport, la società pubblica russa ha fatto sapere che: «Le funzionalità di questo centro saranno tali da consentire ai piloti venezuelani di ricevere una formazione completa sul funzionamento e l’uso degli elicotteri modello Mi-17V-5, Mi-35M e Mi-26T in condizioni prossime a quelle realtà», riporta Interfax. 

La cerimonia di apertura si è tenuta alla presenza di «specialisti russi e venezuelani»; il centro è stato costruito dopo un contratto tra la Compañía Anónima Venezolana de Industrias Militares, Cavim, e Rosoboronexport, che fa parte del consorzio militare-industriale russo Rostec. Il Venezuela è diventato nelle ultime settimane un punto di attrito complementare alla nuova Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti.

Queste tensioni sono aumentate con l’arrivo, la scorsa settimana, di due aerei russi a Caracas che hanno trasportato, secondo i media venezuelani, 99 militari e 35 tonnellate di materiale. Russia e Venezuela hanno chiuso nel 2011 un accordo di cooperazione militare che prevede la vendita di armi russe a Caracas finanziate con un credito russo di circa 4.000 milioni di dollari.

Graziella Giangiulio