VENEZUELA. Moody’s boccia Maduro, non il Petro

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Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro crede che il Petro decolli e che risolverà i problemi economici del paese il prossimo anno, ma gli esperti sono preoccupati per l’elevata possibilità di corruzione. L’agenzia di rating del credito Moody’s, ad esempio, afferma che i partecipanti al mercato non avrebbero fiducia nel governo di Maduro ritenuto incapace di gestirlo.

La scorsa settimana, Maduro ha detto, ripreso dal quotidiano Ok Dinero: «Nei prossimi giorni, firmerò i certificati dove metteremo come supporto certificato della criptocurrency venezuelana, il Petro, migliaia di barili di petrolio dalla cintura petrolifera dell’Orinoco come supporto sostenibile».

Maduro ha anche ordinato al ministro del Petrolio, Manuel Quevedo, di coordinare la squadra che creerà il Petro, secondo il Costa Rica News. Va ricordato che Quevedo è anche il nuovo presidente della compagnia statale di petrolio e gas naturale Petróleos de Venezuela, Pdvsa.

Inoltre, il governo venezuelano ha creato due entità per il Petro questa settimana: l’Osservatorio Nazionale di Blockchain e la Soprintendenza Criptocurrency. Il primo sorveglierà le operazioni del Petro e fungerà da base istituzionale, politica e giuridica che contribuirà al lancio della nuova moneta. Il secondo è stato creato per disciplinare le operazioni in Petro, e Carlos Vargas è stato nominato come sovrintendente, riporta il blog Bitcoin.

«Ho firmato il decreto per la creazione della Soprintendenza della moneta criptocurrency venezuelana. Io creo una soprintendenza per governare il Petro», ha annunciato Maduro, ripreso da Uno Tv: «Sono sicuro che i passi che stiamo compiendo sono solidi e l’anno 2018 immagino, lo sento nel mio corpo, è l’anno del decollo della moneta cripto-currency e della ripresa dell’economia del paese». 

Secondo lo U.S. Center on Sanctions and Illicit Finance anche se il Venezuela dovesse sviluppare il Petro e farlo accettare, è molto improbabile che la nuova moneta possa aiutare il governo ad eludere le sanzioni, riporta El Nuevo Herald: «La maggior parte delle criptovalute sono identificabili e non sono utilizzate soltanto per aiutare i regimi autoritari ad eludere le sanzioni».

Per l’ente americano, l’annuncio di Maduro suona più come retorica per convincere la gente a non usare bitcoin”, oramai popolare in Venezuela mentre il bolivar continua a deprezzarsi.

Il quotidiano El Nuevo Herald afferma poi che: «Una criptovaluta sostenuta dallo stato come il Petro può offrire nuove opportunità per la corruzione».

L’agenzia di rating Moody’s ha pubblicato una relazione sulle prospettive del Petro. L’agenzia «vede poco successo nel tentativo del Venezuela di eludere le sanzioni internazionali», riporta Ok Dinero. L’agenzia di rating considera la cattiva gestione economica, così come le tensioni politiche e la soppressione dei dati economici, come fattori che hanno minato la credibilità del governo del Venezuela tra gli investitori stranieri: «Anche se il governo fosse in grado di stabilire una moneta virtuale, non crediamo che i partecipanti al mercato si possano sentire sufficientemente fiduciosi che il governo possa gestire la moneta in modo fedele e trasparente, il che limiteterebbe la loro disponibilità ad acquistare o ad effettuare operazioni petrolifere», bloccando così gli sforzi del governo Maduro.

Graziella Giangiulio