VENEZUELA. Manifestazioni a oltranza contro il golpe

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Amnesty International ha avvertito il governo del Venezuela che l’uso eccessivo della forza contro i manifestanti aggrava la crisi umanitaria nel paese sudamericano e che l’obbligo dello Stato è quello di «garantire il diritto alla libertà di espressione e di manifestazione pacifica di tutte le persone».

Il 7 aprile migliaia di sostenitori dell’opposizione sono scesi nella strada principale di Caracas, Francisco Fajardo, a sostegno delle azioni che l’Assemblea nazionale ha lanciato la scorsa settimana per rimuovere sette magistrati della Corte Suprema accusandoli di aver fatto un “colpo di stato”.

La manifestazione è stata dispersa con gas lacrimogeni dopo che l’opposizione si è rivolta al Mediatore per richiedere il suo sostegno all’iniziativa dell’Assemblea per rimuovere i giudici.

Negli scontri con la polizia ci sono stati diversi feriti e un morto, afferma Amnesty International, ripresa da Efe.

«È urgente che le autorità venezuelane garantiscano il diritto alla libertà di espressione e immediatamente fermino l’uso eccessivo della forza contro coloro che esercitano il loro diritto di manifestare pacificamente», afferma Amnesty. «Invece di usare le sue risorse per perseguire tenacemente e reprimere, il governo del Venezuela dovrebbe concentrare i propri sforzi nel risolvere la crisi umanitaria che si aggrava di giorno in giorno», prosegue Amnesty.

Amnesty ha chiesto che «venga condannata vigorosamente e in modo inequivocabile la violenza nel contesto di manifestazioni da parte di gruppi armati identificati con il governo», e ha invitato a «non usare armi da fuoco per controllare manifestazioni politiche o di qualsiasi altra natura».

Anche se la Corte Suprema del Venezuela ha ritirato la sua decisione, l’opposizione continua a sostenere che il “colpo di stato” continua, poiché la più alta corte assicura che il legislatore rimane in disprezzo per il mancato rispetto molti dei suoi giudizi.

In questo senso, l’opposizione ha invitato i venezuelani a dimostrare in tutto il paese chiedendo la «restaurazione dell’ordine costituzionale» e lo svolgimento delle elezioni. Le manifestazioni dell’8 aprile si sono svolte in una Caracas blindata e senza servizi di trasporto pubblico, sospesi per motivi di sicurezza dal governo.

Graziella Giangiulio