VENEZUELA. Maduro si costruisce un’opposizione ad hoc

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Uno degli aspetti peculiari della nuova strategia politica del governo venezuelano è la creazione di una “nuova opposizione” adeguata alle sue esigenze, un processo avviato alcuni anni fa, ma che sta ricevendo gli ultimi ritocchi negli ultimi due mesi. L’incarcerazione di Leopoldo López e l’esclusione di Henrique Capriles dalle cariche pubbliche sono stati i primi passi: questi due politici leader dell’opposizione avevano le maggiori possibilità di vincere contro Maduro, riporta l’indipendente Caracas Chronicles.

Convenientemente rimossi dal gioco politico, sono stati raggiunti poi dal Mud, da Primero Justicia e da Voluntad Popular, con delle sentenze che gli hanno proibito di partecipare nuovamente alle elezioni. I procedimenti giudiziari contro leader come María Corina Machado, Freddy Guevara e Tomás Guanipa li hanno sterilizzati politicamente, e la semplice minaccia di essere sulla lista nera ne ha fatto fuggire altri, come Julio Borges. 

Con le elezioni del 20 maggio il piano del partito chavista si è compiuto: il candidato scelto per correre contro Maduro era Henri Falcón, un uomo seguito da un team di persone che hanno creato sfiducia nell’universo elettorale dell’opposizione, come Francisco Rodríguez, Carlos Raúl Hernández, Claudio Fermín ed Eduardo Semtei, nessuno di loro particolarmente popolare o carismatico. In questa maniera, tutta la galassia dell’opposizione non ha partecipato col risultato, scontato, di far vincere Maduro.

La manovra di creazione di un’“opposizione di sua maestà” si è allargata subito dopo le elezioni: il partito chavista ha usato leader dell’opposizione come portavoce per sostenere il “rilascio” dei prigionieri politici. Questa è stata la sintesi della strategia di legittimare una politica di “mantenimento della pace e dialogo”. 

L’obiettivo di indebolire i partiti politici e i leader del Mud è stato centrato. Oggi, l’opposizione venezuelana è più disorientata che mai, in parte a causa dei suoi dissidi interni per trovare un piano comune e coerente; di fronte ad un’emorragia di leadership.

Graziella Giangiulio