VENEZUELA. Maduro privatizza PDVSA

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Sarebbe stato preparato un piano di riforma radicale della venezuelana Pdvsa, diretta ora da Tareck El Aissami, riporta Laht. Il piano di ristrutturazione prevede una serie di drastici cambiamenti all’industria petrolifera venezuelana, tra cui la nuova privatizzazione delle attività di raffinazione del petrolio e l’eliminazione di un certo numero di aziende, tra cui la Pdv Marina, il ramo marittimo della compagnia.

Il tono del documento è cupo: «Attualmente la produzione petrolifera venezuelana non è più strategica per il mondo, vista l’esistenza di nuovi produttori e il declino della produzione nazionale. Di fronte a questa situazione, per raggiungere l’obiettivo di aumentare la produzione e restituire al Venezuela il ruolo di leader nel mondo del petrolio, è necessario e urgente ristrutturare la Petroleos de Venezuela S.A. (PDVSA)». Il piano ammette che 24 delle 46 joint venture petrolifere della Pdvsa non sono in produzione.

Le unità che la compagnia venezuelana mantiene in paesi come la Bolivia, l’Ecuador e l’Uruguay, dove il socialismo è oggi all’opposizione, sarebbero eliminate, secondo il documento.

L’attuale “Legge sugli idrocarburi”, uno dei capisaldi della nazionalizzazione di Hugo Chavez, viene citato esattamente tre volte, solo per sottolineare la necessità di abrogare una serie di imposte dettagliate, come la famosa tassa sugli “utili esorbitanti” su cui Chavez in persona aveva puntato.

Il piano non solo scarta molte delle riforme attuate da Chávez dal 1999, ma anche molte delle conquiste della nazionalizzazione petrolifera del 1976, come la proprietà nazionale delle raffinerie.

Su 46 joint venture di cui Pdvsa dispone, il piano raccomanda di mantenere la sua quota di maggioranza in sole cinque (Sinovensa, Petromonagas, Petropiar, PetroBoscan e Petrozamora) e di vendere le altre 41 – o ridurre la sua partecipazione, oppure fonderle o darle in licenza.

In 24 delle 46 società miste si raccomanda di ridurre la partecipazione, cioè di vendere le azioni, fino a quando Pdvsa non deterrà solo il 50,1%, cioè il minimo consentito dall’attuale legge sugli idrocarburi.

Ad esempio, in alcune di queste società, come Petrosanfelix (che non produce), Pdvsa detiene ora il 100% delle azioni e sta cercando di ridurre la quota governativa al 50,1%.

Graziella Giangiulio