VENEZUELA. Maduro lucra sulla fame dei venezuelani

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Il Parlamento venezuelano, che si oppone al governo Maduro, ha denunciato il 15 giugno, un superamento dei costi di 200 milioni di dollari nel programma  di governo progettato per alleviare la carenza di cibo diffusa nel paese.

Nel presentare i risultati di un’indagine della legislatura, il deputato Carlos Paparoni (nella foto), membro della Commissione d’inchiesta sui Claps, ha detto che il caso relativo alle importazioni di cibo dal Messico che vengono venduti dal governo ai bisognosi del paese.

I prodotti sono importati dalla società Postar, società che Paparoni ha descritto come “valigetta”, e che vengono commercializzati attraverso i Consigli locali di approvvigionamento e produzione, Clap. «Al prezzo di mercato il pacco Clap in Messico costerebbe 12,44 dollari, il costo per l’importazione gestito dalla società Postar è di 22,22 dollari e poi viene venduto al governo a 42 dollari» ha detto il deputato in una conferenza stampa ripresa dal Diario de Caracas.

La ricerca stima che tra gennaio e giugno 2017 sette milioni di scatole Clap sono entrate nel paese, il governo del presidente Nicolás Maduro le ha pagate con più di 200 milioni di dollari di sovrapprezzo. «Questo fatto ha generato un profitto illecito di 138 milioni, secondo i registri delle esportazioni messicane», ha detto il parlamentare. Né il governo né le società coinvolte hanno reagito immediatamente alla denuncia.

L’esecutivo sostiene che il programma, lanciato nel mese di aprile 2016, beneficia circa sei milioni di famiglie che acquistano i prodotti nei mercati a prezzi fortemente sovvenzionati. Paparoni ha detto che Postar ha come uno dei suoi principali azionisti Samark López, recentemente inserito dagli Stati Uniti nella sua lista dei trafficanti di droga, assieme al vice Presidente venezuelano Tarek El Aissami.

«È imbarazzante in un momento in cui milioni di venezuelani soffrono per la mancanza di cibo e la malnutrizione», ha aggiunto il parlamentare. Paparoni ha detto che una volta che il Parlamento approverà la relazione finale, l’indagine sarà trasmessa al pubblico ministero, Luisa Ortega, chavista  diventata uno dei principali oppositori di Maduro.

«Samark López, è un noto prestanome del vice presidente Tarek El-Aissami, ed è dietro ad un complesso sistema di corruzione con sede nelle Barbados e in Messico (…) Ci sono delle irregolarità che dimostrano che i Clap lungi dall’essere un veicolo per alleviare la scarsità di cibo nel paese, sono un sistema di corruzione progettato per beneficiare alcuni nel governo ed i loro partner commerciali in un momento in cui milioni di venezuelani hanno fame» ha detto Paparoni.

Il deputato ha detto che le «scatole Clap sono semplicemente un nuovo modo per rubare. È vergognoso che in un momento in cui milioni di venezuelani soffrono per la mancanza di cibo e la malnutrizione nel nostro paese è in aumento, il governo e i suoi complici continuino a depredare le risorse venezuelane che avrebbero potuto essere investite nella produzione nazionale, vero problema alla radice della scarsità», ha detto Paparoni.

Il sistema ruota attorno all’azienda Postar con sede alle Barbados, l’indagine «ha rivelato che nella fase del processo di assemblaggio e esportazione ci sono meccanismi di sovrapprezzo». Le scatole riempite per metà sono spedite al Venezuela che le paga per intero ad un costo ben al di sopra del loro valore.   

Il deputato venezuelano ha anche detto che nelle indagini, la Commissione sta cercando aiuto dai paesi coinvolti nella ciclo della corruzione del Clap come Messico, Barbados, Svizzera e altri.

Graziella Giangiulio