VENEZUELA. Maduro ha distrutto la produzione di petrolio 

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L’Opec ha aumentato le sue previsioni per l’approvvigionamento di petrolio dai paesi terzi nel 2018, in quanto l’aumento dei prezzi incoraggia i pozzi di scisto americani a pompare di più, compensando l’accordo per eliminare l’eccesso di offerta, unito al crollo sempre più profondo della produzione venezuelana.

Nel suo rapporto mensile, uscito il 18 gennaio, l’Opec ha dichiarato che i produttori esterni avrebbero incrementato l’offerta di 1,15 milioni di barili al giorno (bbl/d) quest’anno, rispetto ai 990.000 bpd previsti in precedenza. «L’aumento dei prezzi del petrolio sta aumentando l’offerta sul mercato, in particolare in Nord America e nello specifico il petrolio» si legge nel documento ripreso da EpMag.

Opec, Russia e diversi altri produttori non Opec hanno iniziato a tagliare l’offerta un anno fa, per controllare un eccesso globale di greggio accumulato dal 2014.

La previsione dell’Opec potrebbe alimentare il dibattito sull’efficacia del mantenimento dei vincoli e su come trovare un’eventuale strategia di uscita dall’accordo.

Tra i segnali di miglioramento, l’Opec ha dichiarato che le scorte nelle economie sviluppate sono diminuite; l’obiettivo dichiarato dell’Opec è ridurre gli stock alla media quinquennale.

Tra i membri Opec, la produzione del Venezuela sta scendendo: la sua produzione è andata giù da circa 216.000 bbl/d a 1,621 milioni di bbl/d nel mese di dicembre, ritenuto essere il più basso in decenni.

Il Vice Presidente della Commissione Energia e Miniere dell’Assemblea nazionale venezuelana, Elias Matta (foto piccola), ha detto che il reato principale del governo Maduro è la distruzione della produzione di petrolio, in quanto il 96% di valuta estera entrava nel paese proprio dal petrolio.

«Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di produzione e del petrolio, il Venezuela ha prodotto, nel 1998, 3 milioni 137 mila barili al giorno, dal novembre 2017 la produzione si attesta a solo 1 milione 837 mila barili, il che significa una perdita nella produzione di 1 milione e 300 mila barili al giorno tra i governi di Hugo Chávez e Nicolás Maduro», riporta El Diario de Caracas.

Matta ha sottolineato che secondo uno studio che copriva la produzione nazionale tra il 2008 e il 2017 «hanno smesso di entrare nelle casse della nazione circa 45 miliardi di dollari, ma se mettessimo il milione di 300 mila barili, solo nel 2017, e mettendo il barile a 50 dollari, parliamo di 24 miliardi di dollari, una cifra che ci avrebbe permesso di affrontare una situazione come quella attuale, a cui siamo di fronte per non essere in grado di pagare il debito o cosa peggiore, non dover acquisire cibo e medicine». 

Graziella Giangiulio