VENEZUELA. Maduro denuncia una guerra con la Bolivia. I vescovi lo attaccano: “è autoritario”

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Il Venezuela ratifica l’unione civile-militare contro i piani ostili da parte dell’oligarchia colombiana, incitato dagli Stati Uniti, che intende intervenire nel paese attraverso le frontiere, ha annunciato il presidente venezuelano Nicolas Maduro. «Il nostro concetto strategico di difesa, la nostra dottrina militare storica, i nostri piani per la difesa della sovranità, della pace e dell’integrità territoriale possono essere portati avanti solo con il nostro popolo, insieme al nostro popolo, per il nostro popolo», ha detto il presidente ripreso da Prensa Latina.

Maduro ha fatto questa dichiarazione durante la festa della Marina Nazionale Bolivariana e dell’Aviazione Militare, tenutesi il 12 luglio nella capitale. Maduro ha sottolineato che l’imperialismo americano sta preparando provocazioni sul confine colombiano-venezuelano, per provocare uno scontro armato tra i due paesi.

Maduro ha chiesto alle Forze Armate Nazionali Bolivariane di garantire la pace territoriale, e ha lanciato l’allarme su un piano colombiano di infiltrare truppe paramilitari nel paese: «L’oligarchia criminale e invidiosa di Bogotà, che esegue gli ordini di Washington, prepara la penetrazione di gruppi paramilitari nel territorio del Venezuela al fine di danneggiare i suoi abitanti».

Nicolas Maduro ha detto che: «L’imperialismo americano sta preparando provocazioni al confine e oltre, per portare Colombia e Venezuela in uno stato di scontro armato. L’ho già detto più volte, ma lo ripeterò ancora».

Ma contro la politica del presidente venezuelano si sono scagliati anche i vescovi cattolici del Venezuela secondo cui sarebbe suicida continuare sulla strada intrapresa. I vescovi hanno invitato i leader dell’opposizione a offrire ai venezuelani «un’alternativa di cambiamento», esortandoli a lavorare per il benessere del paese.

Nel loro documento No Temas Yo Estoy con Tigo, ripreso da Aleteia, hanno inoltre chiesto un maggiore rispetto per i bisogni e i diritti fondamentali: «Atteggiamenti di arroganza, autoritarismo e abuso di potere, così come la costante violazione dei diritti umani, stanno accumulando sui loro attori un rifiuto che le generazioni future rivendicheranno (…) È suicida continuare a insistere ostinatamente su un percorso di autodistruzione che si rivolgerà contro i suoi promotori. Né promuove l’impunità per i crimini che minacciano la vita e i diritti fondamentali!».

Tra gli altri problemi che il paese sta affrontando, la dichiarazione elenca la «mostruosa iperinflazione» come una delle cause principali di gran parte della crisi del paese. I vescovi hanno osservato che la qualità della vita per la maggior parte dei venezuelani, che era «già estremamente precaria, si sta deteriorando di giorno in giorno».

I vescovi non esitano a biasimare il regime di Nicolas Maduro «per aver anteposto il suo progetto politico a qualsiasi altra considerazione, anche umanitaria». Criticano il governo per politiche finanziarie sbagliate, per il suo «disprezzo dell’attività produttiva e della proprietà privata e per il suo costante atteggiamento di ostacolare coloro che vogliono risolvere alcuni aspetti del problema attuale», definendo illegittime le ultime elezioni.

Graziella Giangiulio