VENEZUELA. Maduro con i paesi musulmani contro Trump su Gerusalemme

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Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato tra i partecipanti a sorpresa al vertice straordinario dell’Organizzazione di Cooperazione Islamica, Oic, tenutosi a Istanbul il 13 dicembre.

Il vertice è stato convocato dal presidente turco Recep Tayyip Erdo, in risposta al riconoscimento di Gerusalemme, come capitale di Israele da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riporta il Daily Sabah.

Prima di partire per la riunione dell’Oic, Maduro ha detto che lo scopo del suo viaggio era «valutare tutto ciò che ha a che fare con la solidarietà per il popolo arabo della Palestina» nell’affrontare «l’aggressione del governo imperialista», facendo riferimento agli Stati Uniti. Il Venezuela si è unito alla stragrande maggioranza dei paesi del mondo nel respingere la decisione di Trump su Gerusalemme. Maduro aveva poi aggiunto che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avrebbe presieduto la riunione e che avrebbe fatto un annuncio simile per respingere la decisione di Trump «contro il popolo palestinese».

Il capo di Stato venezuelano ha descritto la decisione del presidente degli Stati Uniti di spostare la missione diplomatica statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme come «una dichiarazione di guerra contro i musulmani arabi», in quanto significa che l’Amministrazione Trump ha riconosciuto la città come capitale ufficiale dello Stato israeliano. Il 6 dicembre, Trump ha infranto decenni di equilibri diplomatici e il consenso della comunità internazionale sullo status di Gerusalemme, città santa rivendicata da tre delle principali religioni del mondo, riconoscendola come capitale di Israele e ordinando che l’ambasciata degli Stati Uniti vi si trasferisse.

La mossa ha scatenato tensioni regionali e ha messo in forse il ruolo di Washington come mediatore per la pace in Palestina, riporta Efe. La comunità internazionale aveva deciso di non istituire ambasciate a Gerusalemme come segno di disapprovazione per l’occupazione del territorio israeliano dopo la guerra del 1967 e l’annessione della città nel 1980.

Graziella Giangiulio