Cadono le accuse più gravi per Lopez

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VENEZUELA – Caracas 22/02/2014. I pubblici ministeri venezuelani hanno annunciato il 21 febbraio di aver fatto cadere le accuse contro Leopoldo Lopez, il leader politico dell’opposizione accusato di aver incitato una serie di scontri mortali.

Juan Carlos Gutierrez, avvocato di Lopez, ha detto che il suo cliente è stato accusato di incendio doloso e di cospirazione ma l’accusa di omicidio e terrorismo è stata fatta cadere. Le proteste anti-governative in Venezuela sono esplose in diverse città nelle notti precedenti, provocando sei morti. Scontri violenti e prolungati si sono verificati nelle città andine occidentali di San Cristobal e Merida, riporta il quotidiano venezuelano El Nacional. Lopez si era arreso alle autorità (AGC: Ricercato Lopez per i morti di Caracas; Venezuela: no a pressioni esterne. Maduro resta presidente) in settimana davanti a decine di migliaia di sostenitori che aveva chiamati in piazza. Alcune delle più grandi proteste anti-governative nel corso degli 11 mesi del mandato di Nicolas Maduro hanno avuto luogo nelle ultime settimane. I gruppi per i diritti umani avevano annunciato il pericolo della trasformazione delle proteste sociali ed economiche in una persecuzione di oppositori politici. Le accuse contro Lopez, che aveva organizzato una serie di proteste chiedendo maggiore sicurezza, libertà di espressione , sono state definite da Amnesty International un «tentativo di mettere a tacere il dissenso nel paese». Il governo aveva accusato gli Stati Uniti di complottare per destabilizzare il governo e il Venezuela ha, in settimana, espulso tre diplomatici Usa, accusandoli di aver cospirato per far cadere il governo. Il leader dell’opposizione Henrique Capriles nel corso di una conferenza stampa ill 20 febbraio aveva accusato il governo di essere sceso in piazza per uccidere la gente, mentre Maduro ha continuato a ripetere che «fascisti di destra», finanziati da Washington erano dietro la violenza, parte di un complotto per rovesciare il suo governo socialista;  per Maduro, inoltre, i suoi nemici volevano creare abbastanza caos per «giustificare un intervento militare straniero». Capriles, sconfitto da Hugo Chavez nelle presidenziali del 2012 e poi da Maduro 10 mesi, ha negato le accuse dicendo che: «I civili non fanno colpi di stato, li fanno i militari».