VENEZUELA. L’economia sopravvive grazie alla dollarizzazione

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L’iperinflazione del bolivar venezuelano ha costretto l’amministrazione del presidente Nicolas Maduro a mettere da parte le posizioni politiche contro il dollaro e ad accettare a malincuore il dollaro come moneta di fatto della nazione. Maduro, infatti, ha ammesso alla fine dell’anno scorso che la valuta del suo più acerrimo rivale del suo Paese offre una valvola di sfogo in mezzo alle sanzioni Usa sull’industria petrolifera del Paese, dicendo persino al canale televisivo locale Televen «grazie a Dio» per la dollarizzazione.

La dollarizzazione dell’economia nel novembre 2019 ha spianato la strada alla successiva impostazione del prezzo della benzina in dollari, merce poco costosa nel paese ricco di greggio, ma che ora è disponibile solo per chi è in grado di pagare alla pompa in dollari.

Ma alcune situazioni emerse sull’utilizzo del dollaro hanno lasciato perplessi, tra di queste spicca il fatto che il governo, che controlla la distribuzione di carburante in Venezuela, richiede il pagamento in dollari, ma non fornisce ricevute che dimostrino che la transazione sia stata effettuata in quella valuta, riporta Laht.

Nonostante il recente riconoscimento verbale e la tacita accettazione delle transazioni in dollari da parte di Maduro, che in precedenza aveva dato la colpa dei gravi problemi economici del Paese al “dollaro criminale”, nessun venezuelano riceve il suo stipendio in moneta Usa.

Una quantità incerta di dollari e di altre valute estere sono in circolazione, nonostante la continua mancanza di chiarezza sul loro status legale, con la gente che ora spende valuta non ufficiale più apertamente dopo che Maduro sembra aver dato la sua benedizione per il suo utilizzo.

Sebbene lo scambio del biglietto verde non sia ancora permesso da nessuna legge o ordine pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Venezuela, diversi esperti hanno riferito che tra il 56% e il 59% delle transazioni del settore commerciale sono effettuate in dollari. I venezuelani si assicurano principalmente l’accesso alla valuta statunitense attraverso le rimesse in contanti.

Le transazioni in bolivar praticamente senza valore sono inevitabilmente effettuate tramite carta di debito o di credito in Venezuela, poiché la gente dovrebbe trascinarsi dietro carta moneta in sacchetti o sacchi per fare acquisti in contanti in quella valuta.

Le banconote denominate in bolivar, tuttavia, hanno ancora un uso nei negozi. Poiché quasi tutti i dollari in circolazione hanno la forma di banconote da 10, 20, 50 e 100 dollari, la valuta locale deve essere usata come una specie di spicciolo per completare le transazioni.

A causa dell’incertezza giuridica che circonda le questioni valutarie, è impossibile indicare con precisione l’importo di dollari in circolazione in Venezuela, ma si stima tra i 650 e gli 800 milioni di dollari.

Antonio Albanese