VENEZUELA. L’asse petrolifero Pechino-Caracas aggira le sanzioni

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Gli accordi “Oil for Loan” tra Pechino e Caracas stanno impedendo che le sanzioni americane abbiano pieno effetto sull’economia del Venezuela. 

Stando a quanto riporta Oil Price, anche se la maggior parte della responsabilità per il crollo economico del Venezuela e il disastro umanitario che vive il paese ricade direttamente sui governanti del Venezuela, la Cina è stata, di gran lunga, il più grande prestatore di denaro del Venezuela, sostenendo la cattiva governance del governo chavista. Questa politica aumenterà il «costo finale per la comunità internazionale, una volta che il Venezuela ritornerà alla democrazia e alle riforme economiche», riporta il blog.

Simili commenti erano stati fatti dal sottosegretario al Tesoro statunitense per gli affari internazionali, David Malpass. Secondo Malpass: «Poiché la Cina si aspetta il pagamento in barili di petrolio, l’importo in dollari dei prestiti è difficile da accertare. Questo ha l’effetto di mascherare l’importo esatto dei pagamenti che la Cina ha fatto ai funzionari venezuelani e che i venezuelani dovrebbero fare alla Cina in futuro» ha aggiunto Malpass. «La Cina offre l’apparenza di un percorso attraente verso lo sviluppo, ma in realtà ciò comporta spesso scambi commerciali a breve termine con una dipendenza a lungo termine».

La Cina inoltre, ha anche un invito aperto ad aderire alla Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi, che il gigante asiatico potrebbe sfruttare per la sua iniziativa One Belt, One Road volta a riunire economicamente i grandi paesi in via di sviluppo.

Nonostante l’assistenza di Pechino, il Venezuela soffre ancora economicamente: il perdurare della crisi in Venezuela ha causato un calo della produzione, i clienti trovano nuovi approvvigionamenti, l’Opec, inoltre, copre i buchi della produzione venezuelana con le forniture di altri paesi membri. Cuba ha recentemente firmato un accordo con l’Algeria per aumentare la quantità di prodotti petroliferi importati dal paese nordafricano perché il suo principale fornitore, il Venezuela, è in crisi. 

Nel 2017 il paese che dispone delle più grandi riserve petrolifere al mondo, ha visto la sua produzione di petrolio greggio calare di 649.000 bpd, con un calo annuo del 29 per cento e probabilmente la peggiore perdita di produzione petrolifera in un solo anno della storia recente.

Graziella Giangiulio