VENEZUELA. La lotta per l’acqua è il nuovo fallimento di Maduro

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I venezuelani sono costretti ad una vera e propria lotta per l’acqua: persone che scavano pozzi nelle loro case o nei loro quartieri, che trasportano taniche sopra i loro veicoli, bambini che portano taniche di acqua, anziani che spingono carrelli carichi di bottiglie. La scarsità d’acqua in Venezuela è la perfetta rappresentazione di come è la situazione del paese. L’Osservatorio dei servizi pubblici dell’Ong venezuelana stima che l’86% dei venezuelani ha segnalato problemi di approvvigionamento idrico. Circa l’11% non ha nemmeno l’acqua corrente diretta, secondo uno studio condotto nell’aprile 2020.

L’Associated Press ha raccontato che migliaia di cittadini hanno preso l’iniziativa di cercare l’acqua da soli a causa dell’inefficienza e dell’incapacità dello Stato di risolvere i loro problemi con diversi mezzi: scavare pozzi fino a trovare l’acqua, creare un proprio sistema idrico privato, cercare l’acqua nelle lagune o anche nei siti abbandonati, caricare le cisterne sulle auto, o spingere i carri per trasportare alcuni contenitori d’acqua fino alle loro case.

Nicolás Maduro afferma che la scarsità di acqua potabile non è colpa del governo. Ha accusato i suoi avversari politici di “sabotare le stazioni di pompaggio”. Nel frattempo, ha annunciato con molto clamore di aver comprato 1.000 camion dell’acqua dalla Cina per consegnare l’acqua.

La mancanza di acqua corrente e potabile è una situazione tragica ma con il problema del coronavirus il rischio aumenta in modo esponenziale. I venezuelani sono a rischio – molti non possono prendere la minima precauzione di sicurezza, altri prendono precauzioni, ma tutti si espongono al pericolo del virus quando escono a cercare acqua e cibo.

La stessa situazione vale anche per il disagio del cibo e dei gas da cucina. Anche queste mancanze fanno parte della vita quotidiana di milioni di venezuelani nella loro costante lotta per la sopravvivenza, riporta Panam Post. Le misure che i venezuelani stanno prendendo per ottenere l’acqua sono la prova che il problema della quotidianità è in crescita. Quando i venezuelani escono a cercare l’acqua, rischiano di esporsi al virus e al regime che ha imposto una quarantena dura, ignorando il fatto che i venezuelani non hanno modo di sopravvivere senza lasciare le loro case.

Graziella Giangiulio