VENEZUELA. La fuga dei venezuelani è come quella dei siriani

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L’esodo dal Venezuela, durante l’attuale crisi economica, sta cominciando a somigliare al flusso di siriani in Europa nel 2015. 

I venezuelani sono disperati, riporta Axios, arrivando a lasciare i loro figli negli orfanotrofi, perché non possono sostenerli. La fame sta diventando sempre più diffusa, così come la repressione politica del regime di Maduro; questo alimenta la migrazione di massa.

Quasi 1 milione di venezuelani hanno lasciato il loro paese negli ultimi due anni, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, con un aumento durante la seconda metà del 2017, quando l’economia ha iniziato a peggiorare ulteriormente. Questa cifra va ad aggiungersi alle centinaia di migliaia di persone che sono andate via tra il 1999 e il 2015.

I contraccolpi nei paesi confinanti sono pesanti. La crisi è più acuta in Colombia, dove 3.000 soldati lungo il confine cercano di contenere l’afflusso di venezuelani in fuga dal crollo dell’economia e da un regime sempre più repressivo. Circa 250.000 migranti venezuelani sono entrati in Colombia da agosto, con una media di 3.000 immigrati venezuelani al giorno.

Questi numeri hanno scatenato un contraccolpo nelle città colombiane, costringendo il mese scorso il governo nazionale a sospendere il rilascio di visti temporanei per i venezuelani. Le autorità colombiane stanno ora avviando operazioni in cui decine di venezuelani al giorno vengono catturati ed espulsi.

Le cifre rendono maggiormente di qualsiasi discorso: 

  • quasi 1 milione di venezuelani hanno lasciato il paese, nel corso di due anni. Sono ancora più dei 650.000 musulmani rohingya fuggiti dalle atrocità in Myanmar;
  • circa 250.000 migranti venezuelani sono entrati in Colombia da agosto 2017, con 3.000 immigrati venezuelani al giorno. Circa 150.000 venezuelani circa sono andati in Perù l’anno scorso, migliaia sono andati in Brasile.

La diaspora venezuelana, riporta il Washington Times, è in crescita; la maggior parte dei migranti venezuelani restano in America Latina, dove i paesi stanno affrontando la situazione in modi diversi.

Il Perù offre permessi di soggiorno temporanei ai venezuelani, concedendo loro il diritto al lavoro. L’anno scorso, quasi 149.000 venezuelani sono entrati nel paese, da 40.000 nel 2016, secondo le statistiche del governo peruviano.

In Brasile, il presidente Michel Temer ha dichiarato lo stato di emergenza, dopo una visita al confine del suo paese con il Venezuela e ha promesso 20 milioni di dollari più un nuovo ospedale da campo per alleviare la crisi.

Panama ha imposto nuovi requisiti per il visto ai venezuelani, rendendo molto più difficile l’ingresso nel paese per i migranti economici e i richiedenti asilo. 

Graziella Giangiulio