VENEZUELA. La crisi dei migranti venezuelani è come quella del Mediterraneo

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L’esodo dei migranti dal Venezuela sta divenendo una crisi paragonabile agli eventi che coinvolgono i rifugiati nel Mediterraneo, ha detto l’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, Oim. 

I numeri in crescita deflusso di gente che scappa dal base sudamericano, minacciano di travolgere i paesi vicini. Funzionari dei governi di Colombia, Ecuador e Perù si incontreranno a Bogotà questa settimana per cercare una via d’uscita. In Brasile, gli abitando delle città di confine in questo mese hanno respinto centinaia di persone oltre il confine; il Perù ha inasprito le regole per l’ingresso dei venezuelani, richiedendo di esibire i passaporti, invece che solo le carte d’identità nazionali, mentre un giudice in Ecuador ha sospeso una simile regola, riporta Reuters.

Descrivendo questi eventi come segnali di allarme, l’Oim ha affermato che occorre mobilitare fondi e mezzi per gestire i flussi in uscita perché è elevato il rischio di ripetere quanto sta accedendo nel Mediterraneo.

La scorsa settimana l’Oim e l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Unhcr, ha invitato i paesi dell’America Latina a semplificare l’ingresso per i venezuelani: più di 1,6 milioni di venezuelani, infatti, ha lasciato il paese dal 2015.

L’immigrazione ha visto paesi dell’area andare in ordine sparso: il Perù ha detto che esenterà alcune categorie di venezuelani dall’obbligo di passaporto, compresi i genitori con figli che cercano di raggiungere il resto della loro famiglia, le donne incinta e le persone gravemente malate. Ma le autorità avrebbero vigilato sui tentativi di eludere la nuova regola chiedendo lo status di rifugiato: per garantire l’ordine interno Lima vuole identificare chiaramente le persone.

Dopo una stretta iniziale il governo dell’Ecuador ha dichiarato che permetterà ai migranti di entrare con le proprie carte d’identità venezuelane,  accompagnate da un “certificato di convalida” rilasciato dal Venezuela o da un’agenzia internazionale riconosciuta dall’Ecuador, misura concepita per proteggere i propri cittadini.

Dal 24 agosto è attivo in Venezuela un nuovo pacchetto di misure economiche volte ad affrontare l’iperinflazione che si rivolge anche agli espatriati. Caracas ha tagliato cinque zeri dalla propria valuta ancorandola al Petro per bloccare un’inflazione che ha superato l’82.000 per cento nel mese di luglio e si prevede raggiunga il milione per cento quest’anno.

Graziella Giangiulio