VENEZUELA. La Banca centrale nega ancora l’evidenza dell’iperinflazione

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Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping si sono incontrati il 5 giugno a Mosca per discutere di accordi bilaterali e di interessi strategici, ma anche per discutere la situazione in Venezuela, promettendo che i loro governi si sarebbero impegnati a “stabilizzare”. 

Telesur riporta che il presidente cinese Xi Jinping ha detto ai media russi che la Cina lavorerà con la comunità internazionale per svolgere un ruolo costruttivo con il Venezuela e aiutare il paese a riprendere il più presto possibile un normale percorso di sviluppo.

Xi ha detto alla Tass e a Rossiyskaya Gazeta che la Cina si oppone alle interferenze straniere, alle sanzioni unilaterali, all’uso della forza o alle minacce di uso della forza quando si tratta del Venezuela: «La Cina è disposta a lavorare con la comunità internazionale per svolgere un ruolo positivo e costruttivo sulla questione venezuelana», ha detto Xi, secondo quanto pubblicato dal ministero degli Esteri cinese prima del suo arrivo in Russia.

La Cina era anche disposta ad «aiutare il Venezuela a ritornare il più presto possibile ad un normale percorso di sviluppo», ha detto il presidente cinese. Nel frattempo, il presidente Putin ha detto che i due leader hanno convenuto che sosterranno gli sforzi per “stabilizzare” la situazione in Venezuela, poiché entrambi i governi si sono pronunciati contro le politiche interventiste degli Stati Uniti nel paese sudamericano attraverso sanzioni economiche e il sostegno a un colpo di stato tentato ad aprile dal presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaido. 

All’apertura dei negoziati, Putin ha anche sottolineato che le relazioni bilaterali con Pechino hanno raggiunto un «livello senza precedenti» grazie anche alla «partecipazione diretta» della sua controparte cinese. I leader hanno firmato due dichiarazioni congiunte: una si concentra sullo sviluppo delle relazioni bilaterali e l’altra ha a che fare con il rafforzamento della stabilità strategica a livello internazionale.

A Caracas, la Banca Centrale del Venezuela, Bcv, nel suo ultimo documento, nega i dati pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale sull’inflazione della nazione sudamericana.

Il rapporto della Bcv non coincide con i dati del Fmi e gli indicatori dell’Assemblea Nazionale che nel suo rapporto del 2018 ha segnato un tasso di inflazione dell’883,97%, sette volte superiore a quello rivelato dalla Bcv.

Gli attuali livelli di inflazione sono dovuti alla speculazione sui cambi, che ha un impatto sull’aumento dei prezzi delle merci e le forze trainanti dei servizi. In questo contesto, si aggiunge il blocco finanziario degli Stati Uniti contro Caracas, che, per la Bcv provoca la fuga di capitali e di valuta estera e, quindi, crea iperinflazione, riporta Prensa Latina.

Graziella Giangiulio