VENEZUELA. In mezzo al caos vola l’inflazione a Caracas

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L’inflazione del Venezuela ha toccato il 176 per cento finora nel 2017, secondo i dati forniti dall’Assemblea Nazionale del paese e pubblicati l’8 luglio dai deputati dell’opposizione, in assenza di informazioni ufficiali da parte della Banca Central de Venezuela.

Secondo quanto riporta il Diario de Caracas, i parlamentari hanno reso pubblici i dati attraverso una serie di post Twitter e hanno detto che l’inflazione a giugno è stata del 21,4 per cento e, in combinazione con quanto accumulato nei mesi precedenti, il primo semestre del 2017 si è chiuso con un’inflazione stimata al 176 per cento. «Il tasso di inflazione di giugno 2017: 21,4% cumulativo 2017… 176% al 1000% … Continua questo disastro socialista», si legge in uno dei post usciti sul social network, con delle immagini che fanno la sintesi delle cifre dell’inflazione per i primi sei mesi dell’anno.

Secondo la Camera, l’inflazione a maggio era stata pari al 18.26 per cento. Lo scorso febbraio, il presidente della commissione finanze del Parlamento, il candidato dell’opposizione José Guerra, aveva detto all’agenzia di stampa Efe che l’assemblea Nazionale aveva deciso di ricostruire i dati sull’inflazione utilizzando per intero il metodo della Banca centrale, a causa del silenzio dell’istituto centrale venezuelano che da più di un anno non pubblica questo importante indicatore.

L’inflazione in Venezuela, che la Banca centrale venezuelana aveva fissato nel 2015 al 180,9 per cento, è considerata dal governo di Nicolás Maduro come un problema indotto da una “guerra economica”. Per l’opposizione si tratta di un trucco che serve per dare la colpa della grave crisi che attraversa la nazione, assai ricca di petrolio, agli uomini d’affari e agli oppositori. La Banca centrale ha taciuto dal 2016 i dati ufficiali sull’inflazione, quelli sul prodotto interno lordo, Pil, e quelli sulle carenze nel paese caraibico.

Il Fondo monetario internazionale ha previsto che l’inflazione venezuelana è oramai alle stelle e dovrebbe arrivare al 720 per cento quest’anno e schizzare al 2.000 per cento nel 2018.

Lucia Giannini