VENEZUELA. Il Parlamento resiste: “Sparateci”

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L’Assemblea legislativa venezuelana, ha deciso di non sottostare al suo scioglimento e di continuare a detenere il potere legislativo, approfondendo lo scontro politico nel paese dell’America Latina. Il Congresso ha tenuto una sessione il 19 agosto, appena un giorno dopo che l’Assemblea Costituente Nazionale aveva adottato un decreto che l’autorizza a detenere i poteri pieni di un parlamento per poter operare pienamente come assemblea legislativa, riporta Press Tv. «Questa decisione fraudolenta è nulla, l’Assemblea Costituente è nulla», ha detto Freddy Guevara, primo vice presidente del parlamento, controllato dall’opposizione, che ha platealmente strappato una copia del decreto durante la presidenza della sessione.

«Dovranno spararci (…) ma continueremo a difendere questo spazio che il popolo venezuelano ci ha dato finché abbiamo la volontà e i mezzi per farlo».

L’Assemblea Costituente di 545 membri è stata eletta il mese scorso per attuare delle riforme nella Costituzione ed è stata voluta dal presidente Nicolas Maduro come unica soluzione per ottenere la pace dopo più di quattro mesi di disordini nel paese che hanno causato oltre cento morti.

L’opposizione ha boicottato le elezioni per l’assemblea, denunciando il voto di fine luglio come un affronto alla democrazia e un trucco di Maduro per stringere la sua presa sul potere. Alcuni governi stranieri hanno anche criticato la decisione definendola come illegittima.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto la settimana scorsa che stava considerando diverse opzioni per risolvere la crisi del Venezuela, «inclusa una possibile opzione militare se necessario». La nuova assemblea ha inoltre costituito una commissione per mettere sotto inchiesta i candidati dell’opposizione nelle elezioni governative di ottobre per appurare che non fossero coinvolti nei disordini politici che hanno sconvolto il paese.

Quasi 130 persone sono state uccise nel 2017 durante le proteste anti-governative, che Maduro ha definito come istigate dagli Stati Uniti e dai suoi alleati nella regione per abbattere il suo governo.

Maddalena Ingrao