VENEZUELA. Governo in crisi. Unica speranza: elezioni anticipate

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Il governo di Nicolás Maduro è alla “canna del gas” in vista delle elezioni presidenziali del 2018; potrebbe anche smettere di pagare il debito estero del Venezuela, con conseguenze disastrose a lungo termine.

Il Venezuela, il 10 novembre, dovrebbe pagare 81 milioni di dollari per la compagnia petrolifera Pdvsa, primo importo che rientra nel rifinanziamento  debitorio che Maduro ha annunciato una settimana fa, riporta Diario de Caracas. Fitch, Standard and Poor’s e Moody’s hanno abbassato il rating del debito venezuelano prima di un eventuale default a breve termine.

Nel paese regna l’incertezza, visto che il default potrebbe accadere in ogni momento; il 13 novembre il governo ha convocato i suoi creditori a Caracas e dovrà pagare ulteriori 200 milioni. Nel resto del 2017, il paese con le maggiori riserve di petrolio, ha dovuto annullare tra 1.470 e 1.700 milioni di interessi sulle obbligazioni, prosegue il giornale.

Con riserve internazionali di soli 9,7 miliardi di dollari, il Venezuela si trova di fronte ad obblighi per il 2018 di circa 8.000 milioni, con un’assai probabile inadempienza a breve.

La fine del mandato presidenziale nel 2018 e le sanzioni economiche degli Stati Uniti hanno avuto un peso preponderante nell’annuncio del rifinanziamento fatto da Maduro.

Con il crollo dei prezzi del petrolio, fonte del 96% delle entrate del paese, il governo ha tagliato drasticamente le importazioni per evitare la cessazione dei pagamenti, causando una grave carenza di cibo e medicina.

Il pagamento implica una continua riduzione delle importazioni, che avrà un costo politico molto elevato per un governo oggi a bassa popolarità; Maduro, il cui mandato si conclude nel mese di gennaio 2019, aspira ad essere rieletto e potrebbe anticipare le elezioni, popola vittoria nelle regionali; non pagare gli permetterà di avere più soldi per la campagna, per importare beni di base e di ridurre il rischio di proteste di piazza: una vittoria nel breve periodo. Ma a medio termine, il default approfondirebbe la recessione di un’economia che si è contratta del 36% negli ultimi quattro anni ed sulla soglia dell’iperinflazione.

Il paese sta affrontando una serie di contenziosi internazionali e il sequestro dei suoi attivi di Pdvsa all’estero, come con Citgo. All’interno, in questi anni di crisi ha chiuso il 60 per cento delle imprese, secondo i dati più recenti della confcommercio venezuelana. 

Graziella Giangiulio