VENEZUELA. Gli “avvoltoi” del petrolio colmano il gap di Caracas

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Il Venezuela sta cercando di rispettare gli obiettivi di produzione Opec previsti per il paese, ma altri produttori hanno iniziato a colmare il divario.

Secondo Reuters, la produzione petrolifera del paese sudamericano ha raggiunto il suo livello più basso in 28 anni lo scorso ottobre; Pdvsa sta lottando per trovare i fondi necessari per perforare i pozzi, mantenere i giacimenti petroliferi e mantenere in funzione gli oleodotti e i porti.

Oggi la produzione petrolifera del Venezuela è in calo di circa 20.000 bpd al mese rispetto allo scorso anno, e si prevede che arrivi a meno 250.000 bpd nel 2017, secondo i dati Opec, vista la crisi e le sanzioni Usa che ne hanno bloccato le possibilità di finanziamento; all’atto dell’accordo con Mosca, Caracas è stata messa in guardia, inoltre, sul pericolo rappresentato dagli avvoltoi diva Street e del petrolio. 

L’Opec prevede che la caduta acceleri nel 2018, raggiungendo almeno i 300.000 bpd; questo tema potrebbe essere trattato nel corso del mese in occasione della prossima riunione del gruppo.

L’Arabia Saudita non aumenterà la sua produzione per compensare il calo, data la politica di riduzione della produzione petrolifera globale, ma il petrolio dell’Iraq, paese Opec, e quello di Canada e Brasile, paesi non Opec, stanno già sostituendo i barili venezuelani negli Stati Uniti e in India.

L’Iraq ha aumentato le spedizioni di greggio e condensato in India di 80.000 bpd quest’anno, mentre le consegne venezuelane sono scese di 84.000 bpd; Baghdad ha anche esportato 201.000 bpd di petrolio in più negli Stati Uniti, mentre le spedizioni venezuelane sono calate di circa 90.000 bpd.

Nonostante le discrepanze tra i dati Opec e quelli venezuelani il calo è notevole e in passato duranti simili evenienze i paesi Opec hanno coperto la lacuna, spesso senza modificare le quote di produzione ufficiali.

Le discussioni sulla quota del Venezuela all’interno dell’organizzazione non sono nuove, viste le sue difficoltà nel riprendersi. Potrebbe essere difficile per Caracas  convincere l’Opec che una ripresa a breve sia probabile, viste le difficoltà incontrate per ristrutturare il suo debito. Nel prossimo incontro Opec di Vienna, si potrebbe discutere proprio della revisione delle quote di produzione anche se si tratta di un meccanismo complicato. Con una soluzione diversa, l’Opec potrebbe decidere di lasciare che il mercato da solo colmi il gap proprio come sta accadendo ora.

Graziella Giangiulio