VENEZUELA. Fallita la PDVSA, c’è il caos, solo la privatizzazione può salvarla

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La crisi elettrica che il Venezuela sta attraversando va oltre il mantenimento parziale dell’energia, con intermittenti black-out nelle principali città del paese. Nell’industria petrolifera, la principale fonte di reddito nel paese, le carenze energetiche stanno iniziando a pretendere il loro pedaggio. 

Lo ha riferito Antonio Ecarri, presidente nazionale della Casa del Lapiz e del Faup, ripreso dal Diario de Caracas. Ecarri, per sostenere la sua denuncia, ha spiegato che non è solo lo stato di Zulia, il giacimento petrolifero venezuelano, in cui si sono registrate gravi complicazioni nel processo estrattivo, da quando è scoppiata la crisi dell’emergenza elettrica, ma anche nella Cintura dell’Orinoco la crisi elettrica ha colpito. «L’Orinoco Oil Belt è in tilt, oltre ai gravi problemi elettrici non ha nemmeno il carburante per gli impianti», ha detto Ecarri. Ricordiamo che l’Orinoco OilBelt fornisce la copertura per la criptovaluta venezuelana di stato, il Petro. 

Il presidente esecutivo della Fondazione Arturo Uslar Pietri (Faup), ong politica venezuelana che sostiene l’opposizione anche attraverso l’iniziativa Casa del Lapiz tesa alla formazione imprenditoriale, ha anche messo in dubbio il fatto che essendo di fronte alla chiusura tecnica della principale compagnia del paese, la Pdvsa, il governo ha scelto di dare un trattamento sfavorevole alle multinazionali come ha dato a Chevron.

«Questo governo arretrato, primitivo e anarchico ha messo la Pdvsa contro un muro, la produzione di petrolio è in caduta libera con 100.000 barili di petrolio in meno al mese, e ora dà un trattamento deplorevole alle transnazionali che sono le poche che producono, invece di aprire a simili capitali utili a salvare l’industria petrolifera», ha aggiunto.

La futura disattivazione di Pdvsa mette a rischio il 97% delle entrate del Venezuela, finendo col provocare il collasso generale della nazione sudamericana. Ecarri ha sottolineato che il paese ha urgente bisogno di un piano di emergenza petrolifero per recuperare la produzione di petrolio e recuperare le raffinerie, attraverso un chiaro processo di privatizzazione. Con la riattivazione della produzione di petrolio nell’ovest del paese, specialmente a Zulia, il Venezuela potrebbe superare l’attuale caos economico.

Graziella Giangiulio