VENEZUELA. Entrano i trader svizzeri nell’affaire CITGO

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La società svizzera Mercuria, grande trader di materie prime, ha chiesto al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti il permesso di acquistare un prestito di 1,5 miliardi di dollari, che Rosneft ha concesso alla compagnia petrolifera del Venezuela Pdvsa. Mercuria avrebbe comprato il prestito, in cui è presente una partecipazione nella raffineria statunitense controllata da Pdvsa, Citgo, come garanzia collaterale, prima di venderlo ad altri investitori, riporta il Financial Times.

La potenziale proprietà russa di Citgo, in caso di inadempienza della compagnia venezuelana, è stata fonte di preoccupazione negli Stati Uniti, riporta Sputnik. Il Senato statunitense ha presentato un disegno di legge al Congresso lo scorso anno, chiedendo al Presidente Donald Trump di impedire a Rosneft di acquisire una partecipazione del 49,9 per cento in Citgo. Caracas cerca comunque di assicurarsi offerte per le forniture petrolifere con Rosneft e Gazprombank. La sostituzione dei fornitori di attrezzature è necessaria per aggirare le sanzioni statunitensi contro il Venezuela e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e dalle loro società.

Va notato, però, che anche Rosneft e Gazprombank sono soggette a sanzioni occidentali, e il Venezuela sta considerando anche la partecipazione di altre aziende, tra cui quelle cinesi, in progetti di petrolio e gas.

Russia e Venezuela hanno un partenariato di lunga data nel settore dell’energia. Rosneft collabora attivamente con i partner venezuelani nella prospezione di petrolio e gas. Rosneft e Gazprombank partecipano a joint venture per la produzione di petrolio insieme a Pdvsa. Nel 2016, le joint venture con partecipazione russa hanno prodotto in media 305.000 barili di petrolio al giorno, con una produzione totale annua di 9 milioni di tonnellate, pari al 7% della produzione totale del Venezuela.

Nicolas Maduro, dopo un incontro con il segretario generale dell’Opec, Mohammad Barkindo, ha proposto di creare un meccanismo comune di cripto-valuta per tutti i membri Opec e altri importanti produttori di petrolio, come Caracas ha fatto con il Petro, che stando ad Avn, l’agenzia stampa ufficiale venezuelana, avrebbe già creato transazioni per 3 miliardi di dollari.

Graziella Giangiulio