VENEZUELA. Dopo una settimana di bolivar sovrano, gli scaffali sono vuoti

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Supermercati e farmacie con scaffali vuoti in tutto il Venezuela e centinaia di lavoratori hanno perso il lavoro, alla luce delle nuove misure economiche adottate una settimana fa dal governo venezuelano, per riattivare l’economia del paese. Quasi 25 tipi di forniture alimentari di base, i cui prezzi sono stati regolamentati dal governo all’inizio della settimana scorsa, sono scomparsi da quasi tutti i negozi di Caracas e dalle città satellite di Guarenas, Guatire e Los Teques, riporta El Diario de Caracas.

Sono disponibili soltanto pochi prodotti non inclusi nel nuovo regolamento annonario. Anche i frigoriferi per i prodotti caseari e i salumi sono vuoti nelle sezioni riservate ai prodotti a prezzo bloccato, mentre sono presenti solo formaggi, salumi e due varietà di pesci considerati un lusso a causa dei loro costi elevati e quindi fuori “convenzione”. La carenza di cibo e prodotti di base del paniere garantito è generale ed evidente. Negli scaffali di articoli non deperibili che non sono vuoti, c’è una piccola quantità di prodotti importati fuori dal regime dei prezzi concordati.

Secondo il vice presidente, Tareck el Aissami, la misura dei cosiddetti prezzi concordati è stata raggiunta dopo aver firmato un accordo con «le 33 maggiori agroindustrie» del paese, tuttavia questo accordo è stato negato dagli uomini d’affari che hanno assicurato che questi prezzi sono stati “imposti” dal governo.

I principali enti datoriali del Venezuela, Fedecámaras e Alianza Nacional de Usuarios y Consumidores, Anauco, hanno recentemente messo in guardia contro la penuria di generi alimentari che può essere generata dal controllo dei prezzi ordinato dal governo Maduro.

Hanno anche messo in guardia sul “rischio di fallimento” di molte aziende visto il regolamento imposto sui prezzi in tandem con un aumento del salario minimo in piena iperinflazione.

Oltre 200 persone sono state arrestate e circa 500 imprese sono state sanzionate da quando è stato lanciato il nuovo regolamento che fa parte del piano di “ripresa economica” promosso da Maduro e con cui il presidente ha detto di voler portare il paese fuori dalla crisi.

Questo piano include anche la conversione monetaria con cui il bolivar ha perso cinque zeri e l’aumento del salario minimo, che dal 1° settembre aumenterà di 35 volte rispetto a quello ancora in vigore e fissato a 1.800 bolivar. 

Graziella Giangiulio