VENEZUELA. Dopo il Petro arriva il Nano, la crypto che aiuta i venezuelani

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Mentre l’iperinflazione in Venezuela continua a far crollare l’economia, e di fatto la società in generale, i cittadini disperati si rivolgono non solo a dollari, euro, peso colombiani, real brasiliani e, sempre più spesso, Bitcoin, per comprare cibo e altre necessità quotidiane. Stanno anche usando delle bizzarre crypto  come strumenti di baratto alimentare.

Secondo uno studio dell’Assemblea Nazionale, presieduta da Juan Guaido e controllata dall’opposizione, l’inflazione in Venezuela ha raggiunto un valore di 1.300.0000% alla fine dell’anno scorso. La moneta nazionale, il bolivar, continua a precipitare; secondo dati Reuters, il tasso del mercato nero per i bolivar era di 228000 per dollaro. Nel 2010 il tasso ufficiale era di 2,15 per il dollaro. Washington ha ora annunciato che ha elaborato piani per pompare dollari nel paese attraverso banche e smartphone se il regime di Nicolas Maduro cadesse; Maduro denuncia l'”interferenza” statunitense e ora le truppe russe si trovano sul suolo venezuelano, delle cinesi non si sa.

Per alcuni, la risposta alla crisi è una strana moneta criptata chiamata Nano, noto in precedenza come raiblock, che si sta rivelando come un metodo a costo zero per trasferire valore quasi istantaneamente. La parte strana è che, a differenza della maggior parte delle valute crittografiche che vengono emesse attraverso offerte di vendita, distribuzioni “airdrop” o da miniere, questi rack sono stati dati alle persone gratuitamente se potevano risolvere “captcha”, ovvero test fatti di immagini o lettere utilizzate nel calcolo per determinare se un utente è un umano o un bot. Questi captcha erano ospitati su dei “rubinetti”, cioè un sito web, che rilasciavano gratuitamente i gettoni al termine del riconoscimento, riporta Asia Times.

Quindi, per comprare alimentari, sempre più persone stanno cercando i captcha. Nano Chat Español, un gruppo online aperto l’anno scorso, sta crescendo rapidamente e ora ha circa 800 membri, la maggioranza dei quali venezuelani,

Nella follia che vive l’attuale Venezuela, sono state create per sopravvivere piattaforme di trading digitale, a tutti gli effetti dei sistemi di baratto per privati, commercianti e aziende, e questo fatto, a sua volta, ha portato aiuti al mondo della crittografia. Gli utenti globali del Nano stanno facendo donazioni ai venezuelani. Il salario minimo in Venezuela è di 18000 bolivar, secondo Reuters, al tasso di cambio del governo, che è di sei dollari. Secondo il tasso di cambio illegale, l’unico tasso che conta, vale meno di 10 centesimi. In questa maniera, l’anno scorso i pensionati venezuelani hanno iniziato a ricevere i loro pagamenti in petro, la moneta criptata del governo basata sulla catena di blocco Nem.

Come l’Iran e la Russia, il Venezuela si è rivolto alla crittografia per aggirare le sanzioni economiche statunitensi che ostacolano la loro capacità di esportare petrolio. Presumibilmente sostenuta dalle riserve di petrolio del paese, il Petro è stato definito inutile, perché pur potendo ancora servire come meccanismo commerciale, sembra meno stabile come mezzo per permettere alle persone di comprare riso, ad esempio.

Graziella Giangiulio