VENEZUELA. Code chilometriche per un piatto di lenticchie 

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Un punto di ristoro a meno di un chilometro dal confine colombiano con il Venezuela è diventato un punto fondamentale per il sostentamento quotidiano di quasi 4.000 venezuelani che ogni giorno attraversano la frontiera solo per pranzare e, con un po’ di fortuna, trovare qualcosa da portare alle loro famiglie.

Come riporta Efe, una folle enorme in cerca di cibo scende alla Casa de Paso de la Divina Providencia, che è nascosta nella Villa del Rosario, un quartiere residenziale di Cucuta, nel nord-est della Colombia, vicino al ponte Simon Bolivar che collega le due nazioni.

Nutrire i bisognosi è diventato un compito enorme per il personale della mensa che distribuisce cibo dal lunedì al sabato. La fila di persone si dipana molto, bloccando diverse strade della città. Piatti di riso, lenticchie, carne tritata e manioca, sono serviti dai volontari.

Il punto di ristoro è un’iniziativa sostenuta dalla chiesa cattolica locale. La facciata del “ristorante” è decorata con immagini della Vergine Maria, di Papa Francesco e di Madre Teresa.

L’idea del centro alimentare è nata nel 2017 quando, ispirato dal messaggio del Papa secondo cui le persone dovrebbero sostenere e aiutare i migranti in tutto il mondo, il sacerdote colombiano Jose David Cañas Perez, che appartiene alla diocesi di Cacuta, ha dato vita al progetto.

Il sacerdote ha detto che i membri dell’industria calzaturiera e dell’abbigliamento di Cacuta, che sono una parte importante dell’economia locale, hanno iniziato a fornire pranzi per i venezuelani che attraversano il ponte.

Il centro di sostegno comunitario è stato aperto per la prima volta il 5 giugno 2017, ma è diventato subito chiaro che non potevano soddisfare tutti coloro che erano in fila per il cibo, così ha deciso di occuparsi invece dei più bisognosi. La situazione è cambiata l’anno scorso, quando il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite è intervenuto per aiutare a preparare i pranzi. 

Ora ci sono tre tipi di persone che lavorano nel centro: alcuni sono volontari della Chiesa cattolica, alcuni sono venezuelani, che ricevono un piatto di cibo in più alla fine del turno per il loro servizio, e gli altri sono del Pam.

Una volta entrati nel centro, i migranti venezuelani possono nutrirsi, ma anche ripararsi dal sole che splende in questa parte del Sud America.

Luigi Medici