VENEZUELA. Citibank “sequestra” l’oro di Maduro

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Citigroup Inc prevede di vendere diverse tonnellate d’oro messe in garanzia dalla banca centrale venezuelana su un prestito di 1,6 miliardi di dollari dopo la scadenza del termine per il loro riacquisto di questo mese: un colpo per gli sforzi del presidente Nicolas Maduro, tesi a  mantenere le riserve auree del paese.

Il governo di Maduro utilizza, dal 2014, operazioni finanziarie note come gold swap per utilizzare le sue riserve internazionali per avere accesso al contante dopo il crollo dei proventi del petrolio e le sanzioni che la colpiscono. Secondo i termini dell’accordo del 2015 con Citibank, gruppo Citigroup, il Venezuela doveva rimborsare 1,1 miliardi di dollari del prestito l’11 marzo; il resto del prestito scade l’anno prossimo. Citibank prevede di vendere l’oro detenuto in garanzia, che ha un valore di mercato di circa 1358 miliardi di dollari, per recuperare la prima tranche del prestito e depositare l’eccesso di circa 258 milioni di dollari in un conto bancario a New York, riporta Saudi Gazette.

La capacità del governo di Maduro di rimborsare i prestiti è stata complicata dalla difficile situazione economica del paese e dalle sanzioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti e da alcune nazioni europee. La maggior parte delle nazioni occidentali dicono che la rielezione di Maduro ad un mandato di sei anni l’anno scorso è stata segnata da frodi e hanno riconosciuto il leader dell’opposizione Juan Guaido come legittimo presidente del Venezuela.

Guaido ha invocato la costituzione venezuelana per annunciare una presidenza provvisoria a gennaio. Tuttavia, Maduro mantiene il controllo sulle istituzioni statali in Venezuela e ha il sostegno dei militari, definendo Guaido una marionetta americana. Con il sostegno di Washington, il team di Guaido, di cui è stato arrestato il capo di Gabinetto, Roberto Marrero, ha preso il controllo della sussidiaria statunitense per la raffinazione della compagnia petrolifera statale Pdvsa,, ma il suo tentativo di negoziare una proroga di 120 giorni del termine di riacquisto della garanzia collaterale non ha avuto successo.

Il governo venezuelano ha confermato, informalmente, che la Banca Centrale non ha ancora trasferito il denaro a Citibank questo mese. In un rapporto presentato al regolatore statunitense dei titoli a febbraio, Citibank ha detto che la Banca Centrale del Venezuela aveva accettato quattro anni fa di riacquistare nel marzo 2019 un “volume significativo di oro” come parte di un contratto firmato per ottenere circa 1,6 miliardi di dollari. Citibank ha detto che, a seguito della transazione, era proprietaria dell’oro.

Guaido sta tentando di congelare i conti bancari e l’oro di proprietà del Venezuela all’estero, gran parte dei quali rimane nella Banca d’Inghilterra. Alla fine del 2018, la Banca Centrale ha pagato alla banca d’investimento Deutsche Bank AG circa 700 milioni di dollari per recuperare la proprietà di una porzione d’oro utilizzata come garanzia di un prestito.

Tuttavia, l’oro è rimasto in custodia della Bank of England, nonostante la richiesta della Banca Centrale di riaverlo. Alla luce di tale operazione, la Banca centrale si sarebbe detta incentivata a rimborsare Citibank. Il team di Guaido ha anche iniziato a preparare questo mese per una possibile ristrutturazione del debito nel tentativo di facilitare i pagamenti e fermare qualsiasi azione ostile da parte dei creditori.

Oltre agli incontri con i consulenti legali negli Stati Uniti, ci sono state rinegoziazioni anche con i governi cinese e russo e le aziende colpite da un’ondata di nazionalizzazioni, hanno detto le fonti.

“Vogliamo affrontare il debito in modo globale. Calcoliamo che ammonta a 200 miliardi di dollari”, ha detto una delle fonti. La Citgo, principale asset del Venezuela all’estero, è sotto esame perché serve come garanzia per l’emissione di un bond Pdvsa e di un prestito della compagnia petrolifera russa Rosneft.

Graziella Giangiulio