VENEZUELA. Caracas tampona la produzione di greggio, ma l’OPEC potrebbe aumentarla

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La Pdvsa ha riaperto le operazioni alla sua raffineria di Amuay, la più grande del paese, dopo aver effettuato le riparazioni, afferma la società di stato, in un comunicato del 7 giugno. Ma anche questa notizia non è riuscita almeno a rallentare le preoccupazioni sul crollo delle sue esportazioni, facendo aumentare anche il prezzo del greggio, riporta Reuters. 

Il Brent è aumentato di 85 centesimi arrivando a 76,21 dollari al barile, mentre il greggio americano West Texas Intermediate è aumentato di 58 centesimi arrivando a 65,31 dollari al barile.

Il Venezuela, nel bel mezzo di una crisi economica, ha quasi un mese di ritardo nella consegna di greggio ai clienti dai suoi principali terminali di esportazione di petrolio, secondo i dati di spedizione; ritardi cronici e diminuzione della produzione potrebbero far violare i contratti di fornitura di Pdvsa se gli arretrati non venissero smaltiti a breve.

Le petroliere in attesa di caricare più di 24 milioni di barili di greggio, quasi quanto la produzione Pdvsa del mese di aprile, sono ormeggiate al largo del maggiore porto petrolifero Opec, secondo i dati di spedizione. I problemi di approvvigionamento dal Venezuela, inoltre, arrivano in un momento in cui l’Opec sta valutando l’opportunità di ridurre i tagli all’offerta che sono in atto dal 2017 e sono stati implementati per sostenerne il prezzo. La grande questione è sapere quindi se l’Opec deciderà o meno di ridurre i tagli alla produzione, in un incontro previsto tra due settimane.

L’Opec, guidata dall’Arabia Saudita, ha rispettato l’impegno di limitare la produzione, ma non tutti i membri l’hanno tagliata volontariamente. Oltre al Venezuela, anche l’Angola ha registrato un rapido calo della produzione a causa dell’invecchiamento dei suoi giacimenti. Il gruppo si riunisce a Vienna il 22 giugno con il principale produttore non Opec, la Russia, per discutere proprio della sua politica di approvvigionamento. Il 6 giugno, l’Iraq, paese Opec, ha affermato che non è stato proposto un aumento della produzione, rispondendo così alla richiesta ufficiosa Usa fatta a Riad di aumentare la produzione.

Al di fuori dell’Opec, tuttavia, la produzione di greggio continua ad aumentare, soprattutto negli Stati Uniti, che stanno rapidamente avvicinandosi alla posizione della Russia come primo produttore mondiale, con un’offerta che si avvicina agli 11 milioni di barili al giorno.

Graziella Giangiulio